Borghezio (LN): «Dalla sfida di Grillo a Salvini con il referendum no-euro fino alla ‘Grande Lega’»

13 ottobre 2014 ore 12:48, Lucia Bigozzi
Borghezio (LN): «Dalla sfida di Grillo a Salvini con il referendum no-euro fino alla ‘Grande Lega’»
Dalla sfida di Grillo a Salvini sul referendum No-Euro, alla ‘cosa verde-nera’ passando per il disastro di Genova. Nell’intervista a Intelligonews  Mario Borghezio europarlamentare della Lega passa in rassegna i nodi politici. Con messaggi diretti ai 5Stelle ma anche alla Destra…
Referendum No-Euro di Grillo: qual è la strategia? Vi ha chiamato in causa sfidandovi a sottoscriverlo. Lo farete? «Anzitutto bisogna vedere cosa sarà questo referendum, se serve a qualcosa. Se una volta esaminata la fattispecie dal punto di vista della sua efficacia risultasse utile per contribuire all’uscita dell’Italia dall’euro sarebbe una cosa positiva». Sta dicendo che tra grillini e leghisti ci possono essere contaminazioni? «No. Casomai ha tentato di farlo Grillo montando sulla nostra campagna No-Euro con la quale, tra l’altro, abbiamo ottenuto una grande affermazione elettorale alle europee. Mi fa piacere che oggi Grillo arriva sulle nostre posizioni perché si era avuta l’impressione che su questo tema come sul tema della sovranità monetaria e su ciò che c’è a monte della grande truffa della moneta, dopo aver aderito sia pure timidamente, il M5S sembrava aver voltato pagina come se fosse arrivato un contrordine dei poteri forti». C’è chi dice che il referendum è incostituzionale. Lei che ne pensa? «Dico che questo aspetto dal punto di vista politica è abbastanza secondario, nel senso che dalla resa incondizionata dei vari governi italiani al super-Stato europeo a cominciare dalla cessione di sovranità nelle sue varie forme; la Costituzione è stata non solo calpestata ma molto di più. Quindi, l’uscita dall’euro e la riacquisizione della nostra sovranità monetaria sarebbe le riacquisizione della nostra piena dignità e sovranità nazionale. Almeno su questo aspetto, perché invece sui Marò la riacquisizione della sovranità nazionale sembra un miraggio». Il 18 ottobre a Milano la Lega manifesta per chiudere le frontiere agli immigrati, insieme a CasaPound e FdI. Ma cosa è questa “cosa verde-nera”? E’ il modello Le Pen in salsa italiana? «Noi la manifestazione non la facciamo con nessuno. Salvini giustamente ha lanciato un’iniziativa aperta a chi si riconosce in questa battaglia e i risultato si vedono perché abbiamo notizie di un grande afflusso anche dalle zone lontane dalla Padania e dal profondo Sud e questo premia la grande apertura del segretario a tutti coloro che ci stanno». E sulla ‘cosa verde-nera’? «Quanto a quella che io chiamo ‘la Grande Lega’ del futuro, penso che debba aggregare gruppi, posizioni e soprattutto quell’enorme prateria dei delusi dai vecchi partiti della Destra nei quali non hanno più la minima fiducia. Non credo ad aggregazioni di altri partiti; io credo e lavoro perché la ‘Grande Lega’ che può nascere da questa manifestazione converga tutto quel serbatoio di sentimenti, passioni e voglia di fare da parte di giovani e meno giovani e anche dei tanti intellettuali che ho conosciuto durante la campagna elettorale per le europee che non vedono l’ora che nasca qualcosa di affidabile che nel loro campo politico tradizionale oggi non hanno più. Lo faremo anche domani a Roma all’Universale alla presentazione del libro di Ida Magli dal titolo “Difendere l’Italia” che sembra lo slogan della “Grande Lega” alla quale stiamo lavorando». Dunque tutti insieme per cacciare gli immigrati dall’Italia come ha ripetuto ieri Salvini da Mosca? «Contro questa immigrazione e contro questa invasione riteniamo che sia un dovere civico di chiunque tenga al nostro Paese, di qualunque appartenenza politica. Tra l’altro, la questione Ebola ma messo in evidenza ciò che la Lega aveva denunciato da tempo: l’aspetto igienico-sanitario e che i censori di regime hanno contribuito a non far conoscere nella sua reale gravità». A proposito di Ebola, nel fine settimana FdI ha organizzato una manifestazione per denunciare il rischio di un contagio rispetto al fenomeno costante degli sbarchi. Condivide? «Le forze politiche che oggi si stracciano le vesti per le conseguenze politiche, sono le stesse che quando noi proponevamo misure drastiche, di chiusura delle frontiere agli immigrati anche quando al governo c’eravamo noi, mettevano l’acqua nella minestra salata della nostra bozza di legge contro l’immigrazione. Adesso fanno bene a lavorare in questo direzione ma devono ricordare ciò che non hanno fatto in passato. Grazie al loro buonismo idiota non è stato fatto granchè e il buonismo idiota non è solo a sinistra. La legge Bossi-Fini era nata come legge Bossi ed era una norma dura, severa, poi è stata aggiunta molta acqua da parte degli alleati di governo e ha assunto un aspetto più brodesco». Genova: di chi è il fallimento? Se ci sono gli angeli a spalare il fango chi sono i demoni? «E’ il fallimento di un intero sistema politico, un atto di accusa contro la ‘casta’ che governa ed ha responsabilità politiche dall’immigrazione alla sicurezza del territorio. Dio non voglia che da questa esperienza nasca una reazione forte da parte dei cittadini che secondo me, avrebbero tutte le carte in regola per chiedere conto a chi li ha governati finora mettendoli in queste condizioni». Renzi sarà a Genova, Grillo pure. E la Lega cosa fa per Genova? «Salvini è all’estero, tornerà in questi giorni; penso che sicuramente la Lega di Genova sta organizzando un’iniziativa concreta. Do per scontato che i militanti della Lega stiano a spalare il fango senza alcuna passerella meditica. La Lega si farà sentire in modo forte su questo scandalo che smaschera il mito del buongoverno di sinistra». Capitolo fondi: Renzi ha promesso risorse. Non si rischia l’ennesimo provvedimento-tampone? «Guardando in faccia Renzi direi che c’è da aspettarsi il solito nulla dopo gli annunci e le parole. Confido molto nell’intelligenza dei genovesi perché riescano a farsi sentire con forza e durezza».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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