Volkswagen: S&P taglia il rating solo da A ad A-

13 ottobre 2015, Luca Lippi
Volkswagen: S&P taglia il rating solo da A ad A-
Che avremmo assistito al taglio del rating per la casa automobilistica tedesca lo avevamo già scritto due settimane fa. Il taglio del merito creditizio (rating) è un atto dovuto da parte di un’agenzia di rating (Standard&Poor’s è una delle più importanti e accreditate a livello globale).

È però corretto dire che il merito creditizio può subire diverse variazioni esaminando diversi aspetti di una azienda; nel caso specifico il taglio è avvenuto per criticità nel management (i dirigenti per essere meno anglofoni).

Il taglio di S&P è lezioso poiché, secondo loro, Volkswagen era già nella fascia  considerata “qualità medio alta, titolo moderatamente sensibile alle circostanze avverse”. All’interno di questa fascia ci sono tre gradi di valutazione “A+, A, A-”, quindi siamo alla “sfumatura”.

Ovviamente l’agenzia di rating non è ancora in grado di riformulare un giudizio attento e completo sulla situazione attuale dell’azienda, quindi è prevedibile assistere nell’immediato futuro a una correzione al ribasso assai più importante. Per il momento S&P abbassa di poco la precedente valutazione e lo fa anche per tutte le controllate della galassia Volkswagen. 

La valutazione è decisamente legata al rinnovamento del management e soprattutto deve essere riformulata non appena ci siano certezze relativamente alle sanzioni e i costi che dovrà sostenere la casa automobilistica riguardo ulteriori risarcimenti. È piuttosto chiaro che non si può mettere in dubbio di colpo la solidità e l’affidabilità dell’azienda, in fin dei conti si tratta di un circuito in silicio da modificare dentro una centralina!

Quindi l’impatto sui volumi di vendita della casa di Wolfsburg è una questione squisitamente “umorale” del mercato e quindi totalmente imprevedibile.

Il problema più grande per Volkswagen sarebbe la Bei (Banca Europea degli Investimenti) che sta riesaminando i prestiti erogati in passato al gruppo Volkswagen. Oltretutto il numero uno di Bei (Werner Hoyer) ne sta facendo una questione di reputazione dell’istituzione finanziaria, che forse è anche peggio dell’umoralità del Mercato.

Dice Hoyer: "Credo che i prestiti siano stati ripagati da tempo, ma il problema rimane. Voglio essere certo che la Banca - che è in prima linea sulle questioni climatiche e investirà cento miliardi in progetti contro il cambiamento climatico - sia credibile, e che ci sia fiducia nell'effetto concreto dei suoi investimenti sul clima".

Un pò più rassicurante e razionale il numero uno di Bei nella sua dichiarazione conclusiva sull’argomento: “Non è nel nostro interesse distruggere una multinazionale per il comportamento possibilmente criminale di alcuni individui, a prescindere dall'importanza del loro ruolo nell'azienda". 

Quindi Bei per il momento non intende abbandonare Volkswagen nel momento di maggiore difficoltà, e la dichiarazione conclusiva è una dichiarazione di riconfermata credibilità (oltreché merito creditizio) da parte dell’istituzione finanziaria, ora è da vedere se le agenzie di rating resistano agli “isterismi”, perché vogliamo ricordarlo, è assolutamente irresponsabile non preoccuparci della questione con un giusto grado di ansia giacché una gran parte dell’industria italiana opera per Volkswagen, e non è assolutamente il momento di subire un contraccolpo di carattere economico. 

autore / Luca Lippi
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