Sinodo, Adinolfi denuncia: "E' un bene che si sappia della lettera. E' in azione una macchina contro la Chiesa..”

13 ottobre 2015, Marco Guerra
Sinodo, Adinolfi denuncia: 'E' un bene che si sappia della lettera. E' in azione una macchina contro la Chiesa..”
“È un bene che si sappia della lettera dei cardinali, serve un dialogo franco e trasparente come chiesto dal Papa”. È quanto sostiene ad IntelligoNews il direttore de La Croce Mario Adinolfi, riguardo alla pubblicazione, sul blog del vaticanista Sandro Magister, di una lettera firmata da tredici cardinali e, secondo le indiscrezioni, consegnata al Papa dal cardinale australiano George Pell. La missiva critica l’Instrumentum laboris, cioè il testo di lavoro dell’assemblea, e il nuovo metodo scelto per il Sinodo che dà più spazio ai circoli minori divisi per lingua. 

Che idea si è fatto Adinolfi della lettera rivolta al Papa da 13 cardinali conservatori che mostrano diverse perplessità sull’Instrumentum laboris? 

“Il dibattito al interno del Sinodo è molto accesso, come giusto che sia, ci sono questioni importanti ed è per questo che Papa Francesco ha detto, all’inizio del Sinodo, che bisogna parlare non come un parlamento, cioè non per cercare compromessi, ma bisogna piuttosto parlare animati da piglio di verità, chiedendo l’aiuto delle Spirito Santo. È un atteggiamento diverso dal nostro, noi siamo abituati al si dice non si dice e a forme autocensurate al momento della nostra riflessione come capita ai giornalisti per venire incontro alla linea dell’editore. All’interno del Sinodo, invece, veramente c’è una forma diversa di libertà impostata così da Papa Francesco e questa libertà è anche dentro le parole di Pell e dei cardinali con lui schierati; così come ritengo che il confronto e il dialogo siano corretti  - anche se va ricordato che le determinazioni finali sono del Papa – se vengono svolti con l’idea di dire con chiarezza le proprie posizioni affinché poi il Papa possa prendere le sue decisioni”. 

Quindi è un bene che questa lettera sia stata resa nota?

“Io, più che altro, lo considero inevitabile; questo è un Sinodo nato nel segno della trasparenza ed è naturale che certe questioni emergano. Considero un bene che la discussione avvenga nella maniera più franca possibile anche se qualche volta aiutata da questi meccanismi mediatici che hanno – badate bene – una finalità divisiva. Perché il fine con cui operano i media è quello di dividere la Chiesa nel senso classico, partitico, contrapponendo progressisti e conservatori. Secondo uno schema che vale per un congresso di partito. I media allo stesso tempo non colgono la potenza di un dialogo che non avviene in termini parlamentari ma in termini di verità. Questo veramente è un altro modo di confrontarsi a cui media non sono abituati, quindi strumentalizzano la vicenda e applicano uno schema da correnti della Dc, in realtà ciò che avviene è altro e considero un bene che di questo altro si sia a conoscenza perché vuol dire che il sinodo è vivo”. 

Ma chi può aver fatto uscire questa lettera, c’è chi parla persino di una Vatileaks 2? 

“Sono certo che è in azione una macchina che ha tutto l’interesse di far male alla Chiesa. È una macchina mediatica ben oliata e organizzata ma ricordo a costoro che esiste l’eterogenesi dei fini, per cui puoi far una cosa che ha una finalità poi, per l’eterogenesi dei fini, il fine che viene realizzato è tutt’altro. Lo scopo di queste operazioni è il male della Chiesa ma alla fine anche queste macchinazioni possono rivelarsi buone per la forza che la Chiesa dimostra nella propria vivacità”.

Lei in apertura del Sinodo aveva previsto che non sarebbero mancati scandali e polemiche…

“Sapevo che questa sarebbe stata la risposta, ricordiamoci che il Sinodo si apre con l’operazione Charamsa”. 

Ma un Papa così misericordioso con tutti lo sarà anche con il gruppo più conservatore?  

“Il Papa penso che ascolti, non deve essere misericordioso. Ascolta i suoi fratelli cardinali, i padri sinodali…è in ascolto perché comunque io non credo ai meccanismo del monarca punitivo, credo ai meccanismi di un Papa che è colui che prende le decisioni e che non lo fa senza ascoltare”. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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