Siria: Putin a colloquio con i sauditi, ma Usa e Arabia hanno gli stessi obiettivi

13 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Siria: Putin a colloquio con i sauditi, ma Usa e Arabia hanno gli stessi obiettivi
Continua l’azione diplomatica della Russia in Medio Oriente per trovare una soluzione alla crisi siriana. 

Mentre i russi continuano le operazioni militari di contrasto all’Isis, il presidente Vladimir Putin prosegue anche i negoziati con i sauditi e gli emirati arabi. 
Nei giorni scorsi ha incontrato il ministro saudita della Difesa, Mohammad bin Salman Al-Saud, col quale a Sochi in occasione del Gran Premio di Formula 1, avrebbe discusso le modalità per stabilire il processo di pace in Siria. 

L’Arabia Saudita è da sempre ostile al regime siriano di Bashar Al Assad in considerazione anche delle persecuzioni che Damasco, prima con Assad padre, poi con il figlio, ha sempre messo in atto nei confronti della minoranza sunnita, protetta dalla monarchia alawita. I sauditi quindi, al pari degli Usa, puntano a rovesciare Assad soprattutto con l’intento di spezzare il legame di ferro che lega Damasco e Teheran, l’asse sciita Iran-Siria da sempre contrario all’egemonia di Ryad sul mondo arabo. 

Ma Putin non può sacrificare il suo principale alleato nell’area medio orientale, quindi deve necessariamente trovare una soluzione che porti alla sconfitta dell’Isis ma senza compromettere gli interessi della Russia.  

Putin ha poi incontrato il principe ereditario di Abu Dhabi Mohammed Bin Zayed al-Nahyan vice comandante delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti, anche lui a colloquio con il presidente russo a margine del Gran Premio di Formula 1 nella città russa sul Mar Nero. 

La Russia si sarebbe fatta garante di un nuovo e più positivo rapporto fra Damasco e Ryad con l’obiettivo, da un lato di blindare Assad, dall’altro di superare l’antica ostilità fra Siria e Arabia Saudita ricercando un compromesso politico. Tuttavia Arabia Saudita e Stati Uniti restano convinti che la lotta all’Isis non possa legittimare la permanenza di Assad al potere e che sia necessaria una transizione. 

“Assad lasci – è la proposta di Washington e Ryad – e si definisca una soluzione politica che tuteli i legittimi interessi di tutte le parti in causa”.

 L’obiettivo dunque sarebbe comune, il metodo invece divergente, anzi opposto: Putin punterebbe a rendere Assad presentabile agli occhi di Usa e sauditi, questi ultimi invece punterebbero a rendere digeribili alla Russia i ribelli sunniti anti governativi che stanno lottando per abbattere il regime di Damasco. Una soluzione diplomatica dunque al momento non si intravede ancora all’orizzonte. 

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