Lavoro su: crolla apprendistato ma più contratti a tempo indeterminato e full-time

13 ottobre 2015, intelligo
Lavoro su: crolla apprendistato ma più contratti a tempo indeterminato e full-time
Lavoro: significativi segnali di ripresa.

Dopo anni di depressione, tornano ad arrivare segnali di incoraggiante ripresa del mondo del lavoro. A testimoniarlo sono i dati rilasciati ieri dall'INPS e che sono inequivocabili: nei primi otto mesi del 2015, sono stati registrati poco meno di 800 mila nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato costituiti con la fruizione dell'esonero contributivo. Numeri importanti che diventano indicativi se si tiene conto dei circa 319 mila contratti a tempo indeterminato in più rispetto al 2014. 

Altri dati indicativi sono quelli che riguardano la tipologia dei contratti lavorativi: crescono i contratti a termine (+23.377), brusco calo, invece, per quanto riguarda i contratti di apprendistato (-11.744), crescono invece le cessazioni (+46.537). Le principali attività economiche che hanno registrato un incremento delle assunzioni a tempo indeterminato sono: l'attività estrattiva; fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; attività manifatturiere; fornitura di acqua; commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazioni autoveicoli e motocicli; trasporto e magazzinaggio; alloggio e ristorazione. 

Ulteriore dato confortante per quanto riguarda la crescita del mercato del lavoro è rappresentato dall'aumento del lavoro full-time a discapito di quello part-time. La crisi dell'impiego, che adesso sta registrando segnali importanti di rinascita, ha creato, tuttavia, nel tempo un cambiamento radicale della cultura del lavoro. Stando, infatti, ad un'indagine del Community Media Research, che il lavoro stabile è visto sempre più come un miraggio e i "nuovi lavoratori" si sono adeguati al nuovo mercato del lavoro preferendo carriere più rischiose, ma di crescita professionale, piuttosto che lavori statici. Quel posto fisso che praticamente non esiste più nella cultura dei lavoratori di nuova generazione. Anche le aziende stesse sembrano essere sempre più attente alla riorganizzazione dei propri modelli occupazionali per essere sempre più competitive sul mercato.  
autore / intelligo
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