La Legge di Stabilità 2016 in 9 punti: LA SCHEDA

13 ottobre 2015, Luca Lippi
La Legge di Stabilità 2016 in 9 punti: LA SCHEDA
La Legge di Stabilità sarà presentata alle Camere dal Governo il 15 ottobre e entrerà in vigore dal prossimo anno.
Esaminiamo in sintesi i punti più importanti ad oggi:

1) Tasse sulla casa: saranno eliminate con certezza le tasse sulla prima casa (Imu e Tasi) senza alcuna limitazione sulla metratura. In dirittura di arrivo anche il taglio dell’'Imu sui terreni agricoli e dell'Irap per i coltivatori. Dovrebbe sparire anche l’antipatica e mai compresa Imu sugli imbullonati, cioè i macchinari ancorati al terreno e di dimensioni importanti assimilati agli immobili.

2) Bonus per le ristrutturazioni: confermata per un altro anno la possibilità di detrarre dall’Irpef una quota del 50% dei lavori sostenuti per le ristrutturazioni edilizie. Medesimo provvedimento riguardo gli interventi operati per promuovere il risparmio energetico, che dovrebbero rimanere al 65% ancora per tutto il 2016.

3) Pensioni ed esodati: purtroppo non sarà ancora possibile l'abbassamento dell'età pensionabile a 63 anni per tutti, come promesso da Renzi prima dell’estate. Piuttosto, il governo sembra intenzionato a tutelare ancora una nuova tranche di 26mila esodati e a prorogare l'opzione donna, cioè il sistema che permette alle lavoratrici di mettersi a riposo con molto anticipo (oggi il requisito è 35 anni di contributi e 57 anni di età) ma con forti penalizzazioni sull'assegno (che viene calcolato con il poco vantaggioso metodo contributivo).

4) Povertà e Mezzogiorno: è in esame un piano di interventi per il Sud con lo sblocco di 5 miliardi di euro circa per nuovi cantieri e incentivi alle assunzioni più generosi di quelli applicati nel resto del paese. Previsto lo stanziamento di un miliardi di euro a sostegno di circa 600 mila famiglie con figli minori in evidente stato di indigenza.

5) Ires (ancora in esame): Il governo sta cercando in ogni modo, su indicazione di scelta Civica che preme per sfruttare i timidi segnali di ripresa, di anticipare al 2016 il taglio dell'Ires. Nei mesi scorsi, Renzi ha annunciato il calo dell'aliquota dall'attuale 27,5% al 24% entro il 2017. Già nel 2016, cioè prima del previsto, l'imposta potrebbe però essere tagliata di un paio di punti.

6) Ammortamenti: rientra tra gli incentivi alle imprese, è allo studio del governo l'introduzione di una deduzione dalle tasse (un ammortamento straordinario) per acquisti di macchinari effettuati tra ottobre del 2015 e la fine del 2016. L'obiettivo è quello di stimolare gli investimenti produttivi e favorire l’innovazione dei processi produttivi, consentendo di dedurre dalle imposte una quota pari a ben il 140% delle somme spese.

7) Assunzioni: Gli incentivi alle assunzioni (oggi prevedono lo sgravio totale sui contributi per chi assume un dipendente a tempo indeterminato oppure converte un contratto precario in un inquadramento stabile) diventeranno meno generosi. La durata di ogni sgravio potrebbe scendere da tre a due anni. Il tetto massimo (oggi a 8mila euro), potrebbe invece calare a 4mila euro.

8) Spending review: se ne parla da tre anni ma fino ad ora non ne è mai uscito fuori niente di utile, anche per il 2016 sono previsti interventi necessari alla revisione delle voci di spesa dello stato. Il Fondo Sanitario Nazionale non dovrebbe essere toccato (resta fermo a 110 miliardi). Sono in discussione tagli decisi alla pletora di aziende pubbliche partecipate dagli enti locali, i tagli dovrebbero addirittura anticipare i decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione. 2 miliardi di euro dovrebbero ricavarsi dal taglio agli acquisti della pubblica amministrazione, con una riduzione delle stazioni appaltanti e l'applicazione su larga scala delle tariffe stabilite dalla Consip.

9) Contanti: sarà elevato da mille a 3mila euro il limite all'utilizzo dei contanti.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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