Referendum, bufera sul comitato per il SI: i "punti in comune con Berlusconi"

13 ottobre 2016 ore 10:45, intelligo

Va bene rivolgersi a tutto l'elettorato, va bene tentare di allargare la base del consenso tentando di parlare a tutti, ma da più parti si tende a far notare come l'articolo uscito sul sito di riferimento del si al referendum costituzionale bastaunsi.it abbia reso forse un po' troppo elastico il concetto. Il titolo del post, “I punti in comune fra riforma costituzionale e programma del Pdl 2013” racconta di un accostamento al vecchio partito di Silvio Berlusconi che ha fatto insorgere la base referendaria e quella del Partito Democratico. Come se non bastasse i social hanno preso al balzo la circostanza, cosa che altro non ha fatto se non amplificare la portata del post e le relative polemiche.

Referendum, bufera sul comitato per il SI: i 'punti in comune con Berlusconi'
Stante il fatto che molte delle riforme proposte in questi anni possano in sé contenere punti di contatto per via di problemi che in Italia da decenni si trascinano ed è dunque possibile che molte forze politiche ci puntino l'attenzione con forme e modi diversi, rimane la circostanza quantomeno bizzarra che per dare forza ad una campagna referendaria targata Partito Democratico (o almeno una parte) e Matteo Renzi si sia ricorso anche ad un accostamento così particolare. Alcuni mezzi di informazione web hanno giocato titolando su una sorta di “arruolamento” di Berlusconi nella campagna referendaria per il si, sui social alcuni esponenti Pd hanno preso le distanze da questa scelta, cogliendo l'occasione per ribadire il proprio no e per mettere l'accento su quella che da sempre considerano la continuità di alcune proposte con il passato berlusconiano.

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