Inps, 347mln di Voucher sotto lente: lavoro precario a 500€ mese

13 ottobre 2016 ore 11:16, Luca Lippi
Dall’Inps arriva una relazione ricavata dall’osservazione dell’uso dei Voucher (buoni lavoro) introdotti in via sperimentale da agosto 2008 fino al 30 giugno 2016. Leggiamo dal comunicato “risultano venduti 347,2 milioni di voucher di importo nominale pari a 10 euro ognuno”. 
Sempre nella relazione, leggiamo che si è rilevato un aumento consistente dell’uso dei Voucher nei primi sei mesi del 2016. Confrontando l’uso dei buoni lavoro nel corrispondente periodo del 2015 (primo semestre, l’uso di questo strumento è aumentato del 40%, a parere dell’Inps “spinto dall’estensione degli ambiti di utilizzo”.
Nel dettaglio (fonte Inps)
Solo nel primo semestre 2016 è stata superata la soglia dei 70 milioni. Nell'intero 2015 i voucher venduti avevano raggiunto quota 115 milioni mentre l'anno precedente erano stati 69 milioni.
l’Inps precisa che l'importo nominale di 10 euro di ogni singolo voucher comprende la contribuzione a favore della Gestione separata Inps (1,30 euro), quella in favore dell'Inail (0,70 euro) e una quota per la gestione del servizio (0,50 euro). Il compenso netto per il lavoratore è di 7,50 euro.
La crescita nell’utilizzo dei Voucher è stata rilevata in aumento proporzionalmente alla progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio.
Si è registrato un tasso di crescita del 66% dall'anno 2014 all'anno 2015, e del 40% tra i primi sei mesi del 2015 e i primi sei mesi del 2016. Il ricorso ai voucher è concentrato nel Nord del paese: il Nord-est con 127,7 milioni di voucher venduti incide per il 36,8%, mentre il Nord-ovest con 102,6 milioni di voucher venduti incide per il 29,5%. 
La regione nella quale si è avuto il maggiore ricorso ai voucher è la Lombardia, con 60,7 milioni di buoni lavoro venduti. Seguono il Veneto e l'Emilia Romagna.
Poiché l'importo netto che il lavoratore riscuote per ogni voucher è di 7,50 euro, e poiché il numero lavoratori è cresciuto costantemente negli anni, mentre il numero medio di voucher riscossi dal singolo lavoratore è rimasto sostanzialmente invariato (circa 60 voucher l'anno dal 2012 in avanti) si ricava che il compenso annuale medio netto negli anni più recenti non è mai arrivato a 500 euro.
Conclusioni: 
L'Inps offre uno spaccato critico dell'evoluzione di questa forma di pagamento facendolo scivolare sotto la lente d’ingrandimento come la nuova frontiera del precariato (lo afferma lo stesso presidente dell’Inps Boeri). 
Recentemente il governo per limitare le distorsioni dello strumento, a corollario del Jobs Act ha inserito correttivi per cercare di riportare il voucher allo spirito originale e per obbligare le imprese ad un uso corretto dello strumento. 
Claudio Treves, segretario generale della Cgil “lavoratori atipici”, commenta il dato sulla crescita dei percettori a fronte di dati stagnanti: "Purtroppo dimostra la fondatezza delle nostre critiche al buono lavoro: il problema vero non è la sua tracciabilità, ma l'aver generalizzato l'utilizzo in qualunque settore e a prescindere da qualsiasi condizione oggettiva. E' diventato una alternativa ai rapporti di lavoro tradizionali. Per questo assume maggior valore la nostra richiesta di abrogazione di questo strumento".

autore / Luca Lippi
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