Terremoto a L'Aquila, ricostruzione e mazzette. Come funzionava il sistema

13 ottobre 2016 ore 13:30, Americo Mascarucci
Chiedevano tangenti sugli appalti per la ricostruzione post terremoto in Abruzzo. 
Dalle prime luci dell'alba settanta tra ufficiali, sottufficiali e agenti del Corpo forestale dello Stato dei comandi di Perugia e Pescara, stanno dando esecuzione a un’ordinanza che prevede la custodia cautelare agli arresti domiciliari di 7 persone.
Si tratterebbe di pubblici ufficiali, tecnici progettisti e imprenditori residenti nei Comuni di Perugia, Gubbio, Assisi, Pescara, Popoli e Bussi sul Tirino.
Inoltre si sta procedendo al sequestro preventivo della somma di 330.929,63 euro individuata come profitto del reato di corruzione. 
Undici gli avvisi di garanzia. 
La Procura di Pescara ha ipotizzato l'esistenza di un consolidato sistema criminale finalizzato alla corruzione, induzione a dare e promettere denaro ed altre utilità, turbativa d'asta e falso nel campo degli affari legati alla ricostruzione post terremoto in Abruzzo. 
Le indagini sono coordinate dal Procuratore capo facente funzioni di Pescara, Cristina Tedeschini, e dai sostituti Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio.

Terremoto a L'Aquila, ricostruzione e mazzette. Come funzionava il sistema
L'inchiesta nasce in seguito alle dichiarazioni di un imprenditore umbro che si era aggiudicato 3 appalti per la ricostruzione per un valore pari a 8 milioni di euro. A questi il direttore dei lavori – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – avrebbe richiesto la corresponsione di una tangente in denaro pari al valore del 12% degli appalti, ovvero 960 mila euro che avrebbe diviso con altri tecnici coinvolti.
Tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni nelle sedi umbre delle società di costruzione e acquisizioni documentali presso gli Uffici tecnici della ricostruzione del cratere aquilano, e le testimonianze di quanti a conoscenza dei fatti, è stata così ricostruita l'attività di questo presunto sodalizio criminale che ha portato agli arresti di oggi.
La Procura oltre ai reati di corruzione, induzione a dare o promettere utilità, turbata libertà degli incanti e falso ha contestato anche l’associazione a delinquere.

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