Come fare voucher lavoro: sms e mail cui inoltrare la comunicazione

13 ottobre 2016 ore 17:12, Luca Lippi
In Gazzetta è stato pubblicato il decreto legislativo 185/2016 che affronta il nodo di trovare correttivi al Jobs Act. Gli articoli totali sono 6 che integrano e modificano precedenti decreti attuativi del Jobs Act.
Sul fronte Riforma Contratti (modifiche al Dlgs 81/2015), la novità fondamentale riguarda la tracciabilità dei buoni lavoro, con i nuovi obblighi procedurali per imprese e professionisti. 
Almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro accessorio, vanno comunicati all’Ispettorato del lavoro dati anagrafici o codice fiscale del lavoratore, luogo, giorno e ora di inizio e di fine prestazione. 
Per gli imprenditori agricoli, il limite temporale è 3 giorni. Sanzioni da 400 a 2.400 euro per ciascun lavoratore in relazione al quale viene omessa la comunicazione.
A questo punto, è piuttosto importante ottemperare ai nuovi obblighi ma non tutti hanno capito la procedura, per questo motivo, decreto legge alla mano, di seguito indichiamo la procedura da seguire correttamente per non incorrere in rilievi e sanzioni.

Procedura obbligatoria da seguire per l’uso dei Voucher

1- Obbligatoria la comunicazione preventiva di almeno 60 minuti. La comunicazione si dovrà inoltrare via mail o via Sms
sms al numero 3399942256
email all’indirizzo intermittenti@pec.lavoro.gov.it.

2- Chi non deve effettuare alcuna comunicazione?
Non vige obbligo di comunicazione per i seguenti soggetti:
    enti pubblici,
    attività non commerciali
    famiglie.

Alcune delucidazioni sulla procedura:
la comunicazione al numero e alla mail indicati mette al sicuro da qualsiasi contestazione, c’è però da ricordare che nell’articolato del decreto non esiste alcuna indicazione al riguardo, ma questo non esonera gli obbligati dalla comunicazione.
Per essere più precisi, secondo quanto stabilito dal decreto attuativo il messaggio di comunicazione di inizio della prestazione dovrebbe essere inviato all’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Il problema è che sebbene la legge stabilisca cosa va inserito nella comunicazione (dati anagrafici o codice fiscale del lavoratore, luogo, giorno e ora di inizio e di fine della prestazione), definisca lo strumento con il quale può essere fatta (email o sms), individui, come detto, il destinatario dell’atto, il decreto non precisa un elemento essenziale: a quali recapiti spedire la mail o il messaggio sms?
La scelta di non comunicare in alcun modo l’avviamento del rapporto di lavoro accessorio potrebbe essere la più semplice, tuttavia si dovrebbe raccogliere a posteriori una sentenza di assoluzione certa dopo avere sostenuto spese legali e sicuramente una visita dell’Ispettorato del Lavoro.
A chi piace affidarsi alle “questioni di principio” può anche correre il rischio, nella sostanza però, l’obbligo di comunicazione preventiva è comunque entrato in vigore, il fatto che manchino dettagli non cambia l’immediata efficacia del decreto.
Con l’obbligo di comunicazione viaggia dunque anche la sanzione amministrativa per mancata comunicazione, da 400 a 2.400 euro per ogni lavoratore per il quale la comunicazione viene omessa.
In conclusione la procedura indicata vi mette al riparo da ogni questione speciosa, almeno fino alla pubblicazione di un decreto specifico che indichi un recapito specifico in ottemperanza del Dl 185/2016

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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