Russia-Usa, per Maurizio Blondet è da lucidi "prepararsi a una guerra mondiale"

13 ottobre 2016 ore 13:59, Andrea Barcariol
“E’ solo un fatto di lucidità mentale prepararsi a una guerra mondiale”, non usa giri di parole Maurizio Blondet, giornalista e scrittore, per commentare le notizie inquietanti che arrivano da Mosca con il Cremlino che invita gli abitanti a prepararsi in vista di un attacco. 

In Russia c’è un clima di guerra con tanto di esercitazioni, scorte di cibo e rifugi antiatomici. Secondo lei quanto c’è di vero?

«Non si parla mai delle minacce reali che personalità americane hanno rivolto alla Russia. Sembra che questi russi siano paranoici ma il ministro della Difesa americano, che ha già dato prova di non obbedire neanche a Obama, ha annunciato un fortissimo riarmo nucleare per il quale ha stanziato 330 miliardi di dollari. Il sistema nucleare era rimasto fermo a vecchi sommergibili e bombardieri mentre lui ha annunciato di volerlo riammodernare. Questa una volta si chiamava corsa al riarmo. Noi in Europa invece pensiamo di essere al sicuro nelle mani di Juncker e della Merkel».

La probabile vittoria di Hillary Clinton contro Trump, l’8 novembre, quanto può incidere?

«Avvicinerà sicuramente alla guerra, la Clinton è la candidata preferita in America di questo gruppo che ha preso il potere. Non sono gli americani a voler la guerra ma questo gruppo che dall’11 settembre 2001 ha preso il potere. In Usa vengono chiamati neocon (neoconservatori ndr)».

Russia-Usa, per Maurizio Blondet è da lucidi 'prepararsi a una guerra mondiale'
Putin sulle famose email della Clinton ha detto che il problema non sono gli hacker ma il contenuto di quanto è stato cancellato. Cosa ne pensa?

«Putin dopo l’aggressione americana in Siria, a sole 48 ore di distanza dalla firma della tregua da parte del ministro degli esteri Usa, dice chiaramente che non ritiene più gli Stati Uniti un interlocutore credibile. Hanno violato una tregua il giorno dopo, che è tipico dei neocon».

Il Papa implora il cessate il fuoco ad Aleppo. In Siria chi è la vittima e chi il carnefice?

«Ormai Aleppo è persa, l’aggressore non è la Russia, i terroristi hanno ricevuto dagli americani armi nuove e pericolosissime, missili a spalla. Prima evitavano di darle perché è chiaro che qualunque terrorista potrebbe far saltare gli aerei di linea, ora invece hanno cambiato strategia. Questo è un dato molto allarmante per i russi. E’ solo un fatto di lucidità mentale prepararsi a una guerra mondiale».

Quindi per lei il rischio di una guerra mondiale è concreto?

«Certo, la possibilità è concreta, non si avverte solo perché i media italiani hanno taciuto alcune cose».
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