Federalberghi, abusivismo e dati choc: le 4 bugie della "sharing economy"

13 ottobre 2016 ore 19:37, Micaela Del Monte
L'abusivismo è da sempre una delle piaghe peggiori che intacca il turismo. Le cose però, anche a causa del dilagare delle prenotazioni online, sta diventando un vero e proprio problema per la crescita del settore. Da gennaio ad agosto 2016 gli alloggi non autorizzati sarebbero aumentati del 22% per un totale di 222.786 strutture irregolari contro i 167.718 esercizi ricettivi ufficiali registrati dall'Istat. 

"Il sommerso turistico, che noi stiamo combattendo con tutte le nostre forze, cresce senza sosta ed inquina il mercato", parole di Marco Lucchini, presidente di Federalberghi Garda Veneto, pronunciate dopo aver letto il rapporto realizzato e diffuso da Federalberghi nazionale con la collaborazione tecnica di Incipit e Inside Airbnb. Secondo il rapporto ad agosto 2016 nel comune di Roma risultavano disponibili su Airbnb 23.889 alloggi, di cui: 19.265 riferiti ad interi appartamenti; 25.173 disponibili per più di sei mesi; 18.642 gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio.

"Si tratta di dati inequivocabili, prosegue il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli, che smascherano definitivamente le 4 grandi bugie della cosiddetta sharing economy", ha rilevato.

"Non è vero - ha proseguito - che si condivide l'esperienza con il titolare: la maggior parte degli annunci pubblicati su Airbnb si riferisce all'affitto di interi appartamenti in cui non abita nessuno". Inoltre, "non è vero che si tratta di attività occasionali: la maggior parte degli annunci si riferisce ad appartamenti disponibili oltre sei mesi l'anno. Non è vero che si tratta di forme integrative del reddito: sono attività economiche a tutti gli effetti, che molto spesso fanno capo ad inserzionisti che gestiscono più alloggi. Non è vero che le nuove formule compensano la mancanza di offerta: gli alloggi presenti su Airbnb sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche, dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali".

"Ne consegue che il consumatore è ingannato due volte: viene tradita - ha affermato - la promessa di vivere un'esperienza autentica e vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività, del mercato. Chiediamo dunque che vengano definite nuove regole, capaci di mettere a fuoco con chiarezza il fenomeno e contrastare gli abusi, e che l'attività di vigilanza venga esercitata con efficacia". Le attività che propongono case in condivisione con i proprietari non sono occasionali. A dimostrarlo il fatto che la maggior parte di essi, ovvero il 79,3%, si riferisce ad alloggi disponibili per oltre sei mesi l'anno e il 73,7% a un periodo compreso tra 271 giorni e un anno intero. In più, secondo Federalberghi, non si tratterebbe di vere esperienze di alloggi condivisi: il 70,2% degli annunci pubblicati su Airbnb riguarda l'affitto di interi appartamenti in cui non abita nessuno.

"Il nostro impegno, ha concluso Roscioli, è volto a tutelare tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza. La nostra associazione mette a disposizione degli organi di vigilanza le liste degli annunci pubblicati sui grandi portali, affinché vengano svolti gli opportuni controlli sulle attività irregolari. Alle imprese e ai loro lavoratori, ma anche ai gestori regolari di nuove forme di accoglienza, viene oggi sostanzialmente preclusa la possibilità di operare in un regime di giusta e leale concorrenza di mercato".

E intanti Airbnb dilaga. Il portale, ad agosto 2016, poneva in vendita in Italia 222.786 strutture (erano solo 234 nel 2009). Lo rileva Federalberghi in un monitoraggio presentato in apertura del TTG Incontri a Rimini sottolineando che si tratta di una crescita esponenziale alla quale non fa seguito "una significativa variazione del numero di attività ufficialmente autorizzate" (le strutture extralberghiere censite dall'Istat erano 104.918 nel 2009, oggi sono a quota 121.984). Il picco a Roma con 23.889 alloggi e a Milano con 13.200.
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