Di Battista (M5S): "Se cade Letta l'economia non crolla. Basta col governo dei rinvii"

13 settembre 2013 ore 14:18, intelligo
Di Battista (M5S): 'Se cade Letta l'economia non crolla. Basta col governo dei rinvii'
“Dire che se cade il governo l’economia crolla lo considero un ricatto politico da parte di Letta”. “Pd e Pdl stanno rinviando tutto: dal finanziamento pubblico ai partiti, alla riforma del Porcellum”
Alessandro Di Battista, cittadino-eletto del M5S non ci gira intorno e con i colleghi a Montecitorio annuncia battaglia sui dossier “congelati”. Con un leit motiv: elezioni subito. Nell’intervista a Intelligonews spiega perché. Onorevole Di Battista, Letta che dice l’instabilità ci costa 1,5 miliardi di interesse, una crisi di governo la provocherebbe:  quale è la sua valutazione? «E’ falso. Dire che se cade il governo l’economia crolla lo considero un ricatto politico da parte di Letta. Sono decenni che il debito pubblico sta aumentando: è salito moltissimo con il governo Berlusconi e la stessa identica cosa è accaduta con il governo Monti. Non solo anche allora Berlusconi che continua a condurre i giochi, preferì lasciare il testimone a Monti e il Pd che avrebbe potuto prendere il 50 per cento dei voti alle elezioni, non si oppose al governo dei professori. Hanno fatto tutte le nomine, compresa quella a mio giudizio scandalosa di Amato alla Consulta. Oggi non c’è alcun sintomo di miglioramento delle condizioni del paese. Si vuole tenere l’Italia nelle stesse condizioni di sempre perché con questo esecutivo si tengono insieme le stesse persone che si sono alternate a Palazzo Chigi per impedire il cambiamento». Dunque voto subito? «Assolutamente sì. Qualsiasi cosa è meglio di quello che c’è». Mercoledì il voto in giunta sulla decadenza di Berlusconi. Ma il governo non sembra destinato a cadere. Cosa risponde? «Intanto mercoledì si vota la relazione di Augello non la decadenza di Berlusconi, magari fosse così. Verrà presentata un’altra relazione e di prenderà altro tempo. La mia sensazione personale è che il governo non cadrà perché nonostante i toni minacciosi di Berlusconi, lui stesso non ha alcun interesse a rompere. Cerca tempo per poi avere l’onore delle armi. E quando e se deciderà di farsi da parte, arriverà la figlia Marina». Il dl sul finanziamento pubblico è tornato in commissione per approfondimenti su alcuni emendamenti compresi i vostri. Perché avete già alzato le barricate? «Perché  in conferenza dei capigruppo è stata votata all’unanimità l’urgenza della discussione sul dl. Adesso il testo torna in commissione. E’ l’ennesima scusa per rinviare una questione delicata per Pd e Pdl». In che senso? «Ricordo che Letta il giorno prima delle elezioni comunali con un teewt annunciava che il finanziamento pubblico ai partiti era stato cancellato. Sono passati mesi e non è successo nulla. La verità è che Pd e Pdl non sono d’accordo sul tetto massimo riguardo alle donazioni. Il Pdl lo teme perché storicamente conta sul sostegno degli imprenditori, il Pd lo vuole perché tradizionalmente ha un bacino di risorse che gli arrivano dai territori. Il risultato è che si stanno incartando e ancora una volta tutto viene rinviato. Noi abbiamo proposto che se c’è bisogno di tempo per approfondire l’esame degli emendamenti venga spostato dalla commissione in Aula e poi si proceda velocemente al voto. Si rimanda tutto, come la questione della legge elettorale: noi abbiamo votato la mozione di Giachetti per tornare subito al Mattarellum, ma Pd e Pdl sono solo capaci di rinviare. Per questo il Movimento, l’unica forza politica veramente contraria al Porcellum, diciamo che di fronte a un governo e a un parlamento del rinvio, occorre tornare alle urne. Subito».
autore / intelligo
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