Renzi pronto a cambiare l'Italicum. Lo dice Napolitano e (forse) la Consulta

13 settembre 2016 ore 9:31, Andrea De Angelis
Correva l'anno 2015. Matteo Renzi in una missiva inviata al quotidiano La Stampa spiegò a chiare lettere perché il suo Governo aveva posto la fiducia sull'Italicum, ribadendo punto per punto la bontà della legge elettorale voluta dal suo Esecutivo. 

Sono passati poco più di 16 mesi da quel giorno. "Nessun rinvio - scriveva il Presidente del Consiglio - , "è il tempo del coraggio". Nessuna melina, "non sono la persona adatta, se vogliono un temporeggiatore ne scelgano un altro". Nessuna dittatura, "mettere la fiducia è un gesto di serietà verso i cittadini". Nessuna paura, ma "se non passa" l'Italicum, "il Governo va a casa". Quel "me ne vado" ripetuto poi a più riprese relativamente all'ipotesi di una vittoria del no al referendum costituzionale che si terrà questo autunno. Insomma, su quella legge elettorale Renzi ci mise la faccia e con lui tutto il Governo. 

Renzi pronto a cambiare l'Italicum. Lo dice Napolitano e (forse) la Consulta
Ora, però, la possibilità di una bocciatura della Consulta appare meno remota rispetto al passato. Un guaio, potrebbero pensare alcuni. Ma in questo anno e mezzo ne sono cambiate di cose, a partire dai sondaggi. E così, problemi in Campidoglio a parte, il Movimento 5 Stelle potrebbe davvero essere davanti a tutti in caso di ballottaggio. Un'autorete dunque l'Italicum? Forse. Sta il fatto che, come riporta Repubblica, in Parlamento i rumors lasciano intendere che un no della Consulta potrebbe addirittura agevolare quel cambiamento della legge elettorale auspicato la scorsa settimana addirittura da Napolitano in persona
Ma con che tempi nascerebbe la nuova legge elettorale? In caso di bocciatura della Consulta, l'ala più vicina al Presidente del Consiglio potrebbe avanzare una propria proposta oppure sceglierne una di quelle già depositate in Parlamento. Tuttavia sarebbe difficile modificare l'Italicum prima del referendum costituzionale che si terrà tra fine novembre e inizio dicembre. Il tempo per farlo prima delle elezioni (salvo voto anticipato) previste nella primavera del 2018 c'è, ovviamente, tutto...
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