Riforma pensioni, verso l’accordo: ecco le ipotesi

13 settembre 2016 ore 12:04, Luca Lippi
Dall'anticipo Ape alla Rita, dalle nuove pensioni minime alle ricongiunzioni non onerose, sono diversi gli interventi studiati e allo studio, ora da mettere a punto di concerto con le parti sociali. In ogni caso la più parte della Riforma prevede interventi da inserire nella legge di Stabilità 2017.
Ieri è stato trovato un punto di incontro piuttosto importante sull’Ape, nei prossimi tavoli programmati (il prossimo previsto per il 21 settembre) si discuterà di ricongiunzioni, pensioni minime, quattordicesime…
Vediamo una breve panoramica di tutte le misure fino ad ora annunciate e lo stato dell’arte ad oggi (13 settembre).
Ape
E’ la parte più importante della riforma: strumento di flessibilità in uscita, consente di ritirarsi in anticipo prendendo un assegno (anticipo sulla pensione) da restituire con rate ventennali. Il trattamento è erogato dall’INPS ma finanziato dal sistema bancario (prestito con interessi). Il lavoratore matura la pensione piena, decurtata di una somma pari alla restituzione del prestito. Secondo i primi calcoli, il taglio per pensioni alte può superare il 20%. L’accordo raggiunto ieri ha modulato la forma tecnica che in sintesi prevede per il lavoratore l’uscita a 63 anni decidendo di utilizzare l’ammortizzatore sociale per la flessibilità in uscita in modo parziale, al 50% o al 25%.

Riforma pensioni, verso l’accordo: ecco le ipotesi

Come noto, l’Ape è un anticipo sull’assegno previdenziale, che poi il pensionato ripagherà con un piano di rateazione ventennale; il lavoratore potrà scegliere di farsi anticipare solo una parte del reddito pensionistico, continuando a distribuire la restituzione con rate ventennali.
Raggiunto l’accordo che prevede la possibilità di riscuotere in anticipo la pensione integrativa e quella di lavoro durante l’Ape. In ultimo raggiunto l’accordo sulle agevolazioni che serviranno a ridurre, fino ad azzerarla, la rata di restituzione.
Pensioni minime
C’è un pacchetto di interventi per coloro che in pensione ci sono già e percepiscono trattamenti particolarmente bassi. Innanzitutto, l’estensione della quattordicesima. Attualmente, la percepiscono i pensionati con assegno fino a 750 euro al mese circa (reddito massimo annuale 9mila 786,86 euro lordi). Due le ipotesi allo studio: l’allargamento della platea dei beneficiari, comprendendo gli assegni fino a mille euro al mese, oppure un assegno più robusto per coloro che già percepiscono il trattamento. Attualmente la quattordicesima oscilla tra 336 e 504 euro: 336 euro fino a 15 anni di contributi, 420 tra i 15 e i 25 anni, 504 auro sopra questa soglia.
Previsto poi l’innalzamento della no tax area per i pensionati, portando il tetto di reddito a 8mila 124 euro (oggi è a 7mila 750 euro per i pensionati fino a 75 anni di età e 8mila euro per i più anziani.

Sia e bonus
Allo studio anche ulteriori misure per alzare le pensioni minime, potenziare gli strumenti di welfare sociale come la Sia (sostegno per l’inclusione attiva) e resta anche la possibilità di estendere ai pensionati il bonus IRPEF di 80 euro riconosciuto dal 2015 ai lavoratori dipendenti.

Altri elementi allo studio
Ricongiunzioni onerose: niente spese o penalità per cumulare i versamenti in gestioni previdenziali diverse.
Lavoratori precoci: pensione anticipata di due anni (tramite bonus di 4 o 6 mesi per ogni anno di lavoro precedente ai 18 anni).

Lavori usuranti: stop al requisito dell’ultimo anno di lavoro faticoso prima del ritiro anticipato per chi ha 7 anni di impiego pesante negli ultimi 10, oppure allargare la categoria.

Aspettative di vita: intervallo maggiore fra gli adeguamenti Istat (che comportano l’innalzamento dell’età pensionabile).
Il tavolo previsto per il 21 settembre è tecnico e politico, quindi già da questa data avremo delle certezze e i contorni della riforma delineati maggiormente. Il percorso della Riforma si avvicina a grandi passi verso la conclusione, vedremo cosa rimane e cosa sarà adottato definitivamente compatibilmente con le risorse disponibili e le richieste delle parti sociali.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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