Istat, produzione industriale +0,4% sul mese, ma a -0,3% sull'anno

13 settembre 2016 ore 11:40, Luca Lippi
Si legge dal report dell’Istat che a luglio l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,4% rispetto a giugno. 
Destagionalizzare dei dati significa non tenere conto, nell'analisi del mercato o di fenomeni di lungo periodo, dei dati evidentemente condizionati dall'influenza economica di un preciso periodo dell'anno.
Il recupero dei livelli di produzione su base mensile è associato ad una tendenza trimestrale negativa: nella media del trimestre maggio-luglio 2016 la produzione è diminuita dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, tuttavia il segnale, seppure debole è comunque confortante vista la tendenza generale.
Corretto per gli effetti di calendario, a luglio 2016 l'indice è diminuito in termini tendenziali dello 0,3% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 23 di luglio 2015). Nella media dei primi sette mesi dell'anno la produzione è aumentata dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Istat, produzione industriale +0,4% sul mese, ma a -0,3% sull'anno

Quando si parla di effetto di calendario, si intende la lettura del dato tenendo conto che nell'analisi di fatturato e ordini (nello specifico l'Istat, ma anche per tutti gli altri) è necessario analizzare diversi indicatori. I dati grezzi rappresentano il valore originario, che però subisce l'effetto del calendario, dove non sempre le giornate lavorative dello stesso mese di due anni successivi coincidono.
L'indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive in tutti i principali raggruppamenti; aumentano i beni di consumo (+2,0%), i beni strumentali (+1,1%), i beni intermedi (+0,9%) e l'energia (+0,5%). 
A luglio la flessione tendenziale dell'indice generale corretto per gli effetti di calendario appare condizionata dal marcato calo del comparto dell'energia (-10,1%). Aumenti si rilevano invece in tutti gli altri principali comparti: beni intermedi, 1,7%; beni strumentali, +1,1%; beni di consumo, +0,2%. 
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a luglio 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+18,3%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (+3,1%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+2,5%). 
Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attività estrattiva (-18,5%), della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-8,6%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (- 3,9%).
Com’è noto, l’inchiesta mensile dell’Istat coinvolge circa 4.000 imprese italiane e raccoglie informazioni sullo stato corrente e sulle aspettative a breve termine (su un orizzonte di 3 mesi) delle principali variabili aziendali (ordinativi, produzione, giacenze di prodotti finiti, liquidità, occupazione, prezzi) e una valutazione della tendenza generale dell’economia nazionale. Trimestralmente poi sono richieste ulteriori informazioni su diversi aspetti della situazione dell’impresa, tra cui il grado di utilizzo degli impianti. 
In Italia ci sono 5.275.515 imprese secondo la Cgia di Mestre.

autore / Luca Lippi
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