L'Antitrust multa Pop Vicenza per 4,5mln : "pratica commerciale scorretta"

13 settembre 2016 ore 12:58, Luca Lippi
L'autorità Antitrust comunica ufficialmente che è stata comminata una multa di 4,5 milioni di euro alla Banca Popolare di Vicenza ponendo in essere una pratica legante mutui-conti correnti-valori mobiliari vietata dal Codice del Consumo.
Il fatto
Agli atti risulterebbe che i consumatori sono stati costretti nei fatti a diventare soci per ottenere un mutuo agevolato in modo da finanziare le operazioni di aumento di capitale sociale svolte nel 2013 e nel 2014. Pratica definita dall’Antitrust “commerciale scorretta”, e per questo motivo  ha ritenuto necessario sanzionare l’istituto di credito.
Secondo l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la Banca nel periodo 2013-aprile 2015 "ha condizionato l'erogazione di finanziamenti a favore dei consumatori" all'acquisto da parte degli stessi di proprie azioni od obbligazioni convertibili, "al fine di giungere al successo delle citate operazioni di aumento di capitale e raggiungere gli obiettivi ivi prefissati".
In particolare, per ottenere i cosiddetti "mutui soci", caratterizzati da condizioni economiche agevolate rispetto ai prodotti di mutuo ordinario, i consumatori sono stati condizionati: ad acquistare pacchetti minimi di azioni della Banca (pari a n. 100 azioni) e, a non vendere tali pacchetti azionari, per continuare a beneficiare delle condizioni economiche agevolate. 
Inoltre, contestualmente alla sottoscrizione del "mutuo soci", i consumatori sono stati anche "indotti ad aprire un conto corrente riservato ai soci" con la pratica di convinzione della necessità di instaurare presso la Banca un nuovo rapporto di conto corrente ai fini del perfezionamento del mutuo soci e della possibilità di usufruire anche in questo rapporto dei vantaggi della qualifica di soci.

L'Antitrust multa Pop Vicenza per 4,5mln : 'pratica commerciale scorretta'

L'Antitrust ha rilevato che 'le condotte della Banca Popolare di Vicenza hanno limitato considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento, inducendoli ad assumere una decisione commerciale che non avrebbero altrimenti preso: ovvero, la sottoscrizione di titoli della Banca (titoli peraltro difficilmente negoziabili e liquidabili, stante la natura di società non quotata della Banca Popolare di Vicenza, e che nel corso del finanziamento non potevano essere disinvestiti, pena la perdita delle condizioni economiche agevolate.
la Popolare di Vicenza, la scorsa primavera è finita in pancia al fondo Atlante nell’operazione di salvataggio a seguito delle note vicende in cronaca dell’epoca.  
L’aumento di capitale della Banca popolare di Vicenza è stato in gran parte sottoscritto dal fondo Atlante che ora si trova a possedere oltre il 90% delle azioni per un investimento complessivo di 1,35 miliardi di euro. I vecchi soci della banca, scottati dalla perdita pressoché totale del loro capitale, hanno sostanzialmente disertato l’operazione: alla fine su quasi120mila azionisti solo in 5mila hanno sottoscritto l’aumento per un importo totale di circa 37,5 milioni di euro, pari al 2,5% del capitale. Pressoché assenti anche gli investitori istituzionali, le cui richieste si sono fermate al 6,5% del capitale per un esborso complessivo che non arriva a 100 milioni di euro.
Di conseguenza, la maxi multa ricadrà sostanzialmente sui soci del Fondo Atlante.
 

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