Amatrice, Charlie Hebdo se ne infischia della querela e risponde agli insulti social

13 settembre 2016 ore 13:21, Lucia Bigozzi
Charlie Hebdo non si rimangia, tantomeno cancella, quelle vignette satiriche sul terremoto che ha spazzato via Amatrice e quasi trecento vite umane. La frase che arriva dalla redazione del periodico francese è netta e sfidante: “La denuncia non ci fa paura”. E’ la reazione all’annuncio di una querela da parte del Comune di Amatrice depositata alla Procura del Tribunale di Rieti giusto ieri dal legale dell’amministrazione comunale Mario Cicchetti. Il direttore di Charlie Hebdo, Riss,  non si scompone alla reazione del Comune devastato dal terremoto del 24 agosto e conferma la scelta di quelle vignette all’indomani della tragedia che ha colpito l’Italia centrale. “Ci sono state tante dichiarazioni, la denuncia aspettiamo di vederla, vediamo di che si tratta. Ma non ci fa nessuna paura - ha dichiarato il direttore del periodico francese all'emittente radiofonica France Inter -: di vignette come questa ne abbiamo fatte a decine, è una come un'altra, di umorismo nero. Trovo completamente sproporzionato tutto questo chiasso per una vignetta”. 

Amatrice, Charlie Hebdo se ne infischia della querela e risponde agli insulti social
Da parte sua, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha definito la “satira di Charlie sui morti un insulto” anche se per lui la priorità in queste ore resta lo sgombero delle tendopoli per dare un alloggio dignitoso agli sfollati
. Della pratica, comunque, si sta già occupando il legale dell’amministrazione comunale per il quale “si tratta di un macabro, insensato e inconcepibile vilipendio delle vittime di un evento naturale – ha sottolineato Cicchetti -. La critica, anche nelle forme della satira, è un diritto inviolabile sia in Italia che in Francia, ma non tutto può essere 'satira' e in questo caso le due vignette offendono la memoria di tutte le vittime del sisma, le persone che sono sopravvissute e la città di Amatrice”. Replica del direttore di Charlie: “La morte è sempre un tabù. Bisogna a volte trasgredirlo”. Quindi aggiunge: “Abbiamo fatto in passato vignette simili su Bruxelles, sul terremoto ad Haiti e nessuno ha protestato, nessun italiano ha protestato”. Infine ha criticato pure i social network sui quali dopo la pubblicazione delle due vignette satiriche sono apparsi tantissimi commenti indignati e manifestazioni di disapprovazione: “C'è un clamore completamente sproporzionato sui social”. Tanto che Riss ha parlato di “cretinosfera” e di “ospedale psichiatrico a cielo aperto”. 

Ricapitolando il caso: nella prima vignetta sul terremoto, secondo quanto evidenzia la querela del Comune di Amatrice, le vittime sono state raffigurate “in modo tale da somigliare a degli stereotipati piatti della tradizione culinaria italiana”. Nella seconda vignetta, invece, per i legali dell’amministrazione comunale era stata “attribuito la colpa della devastazione del centro Italia alla mafia. Si tratta di un macabro, insensato e inconcepibile vilipendio delle vittime di un evento naturale”, protesta l'avvocato Cicchetti che non critica il diritto alla satira ma contesta quella che ritiene un’offesa “alla memoria di tutte le vittime del sisma, le persone che sono sopravvissute e la città di Amatrice”. Di qui l'ipotesi di reato contenuta nella querela di diffamazione aggravata. 
autore / Lucia Bigozzi
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