Paralimpiadi: 1500 record di Baka "smacchia" l'oro olimpico

13 settembre 2016 ore 13:45, Americo Mascarucci
Le paralimpiadi stanno riservando sorprese davvero incredibili, fino a far capire come il divario rappresentato dalla disabilità sia sempre più labile.
Lo si evince anche dall'impresa epica realizzata dall'algerino Abdellatif Baka che ha vinto i 1500 metri classe T13. Baka ha gareggiato nella categoria ipovedenti con un tempo di gran lunga inferiore a quello con cui lo statunitense Matthew Centrowitz, un mese fa sempre a Rio, aveva conquistato l'oro ai Giochi. 
In pratica se Baka avesse partecipato ai giochi di Rio forse avrebbe vinto anche lì. 
Quello era un suo desiderio che però non gli è stato concesso proprio a causa della sua disabilità. 
"Sono strafelice, peccato non esserci stato anche ad agosto", ha commentato divertito a fine gara.
Già, sarebbe stato bello esserci e sono in molti a chiedersi se abbia davvero un senso separare le olimpiadi dalle paralimpiadi, innalzando di fatto un muro fra sport e disabilità. 
Lo sport dovrebbe unire e integrare abbattendo i muri delle diversità e le paralimpiadi hanno proprio questo obiettivo. Quello cioè di assicurare la partecipazione alla vita sportiva anche di chi è affetto da una disabilità. 
Il tutto con il chiaro intento di evitare discriminazioni. 
L’atleta disabile avrebbe difficoltà a gareggiare con atleti in perfette condizioni di salute e questo fatto evidenzierebbe la presunta "minorità" del disabile. 
Un ragionamento che ha una sua logica. 

Paralimpiadi: 1500 record di Baka 'smacchia' l'oro olimpico
Eppure ieri con la prestazione di Baka questa certezza è sembrata non essere poi così granitica se è vero che l’atleta paralimpico ha battuto sul tempo la medaglia d'oro di Rio che aveva gareggiato nella stessa specialità. 
Una vittoria che è sembrata lanciare un grande messaggio di integrazione dimostrando come lo sport possa fare miracoli. 
Non soltanto esaltando le doti degli atleti disabili e non precludendo loro la possibilità di gareggiare, ma ancora di più dimostrando come essere disabili non sia affatto penalizzante. 
Come spiega la Gazzetta dello Sport, è evidente che i tempi sul mezzofondo non sono legati solo alle prestazioni ma anche alle tattiche di gara: il record del mondo dei 1500 è molto più in basso, fissato a 3’26”00 dal marocchino Hicham El Guerrouj a Roma nel 1998.
L’oro di Centrowitz è stato il più lento ai Giochi dopo quello di Beccali a Los Angeles nel 1932. 
Resta tuttavia la portata storica di una gara dei Giochi paralimpici chiusa con una prestazione migliore sul piano cronometrico rispetto alla stessa gara dei Giochi olimpici.

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