Renzi dà i numeri, Padoan corregge le stime: economia cresce a rilento

13 settembre 2016 ore 16:26, Americo Mascarucci
Colpo di scena: il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan ammette che le previsioni contenute nel documento di programmazione economica e finanziaria sono da riscrivere al ribasso. 
Troppo entusiasmo, troppo ottimismo.
La situazione, come spiega poi Padoan è sì positiva, ma senza esagerare.
"L’economia italiana sta crescendo non così velocemente come vorremmo. Le previsioni di crescita saranno riviste al ribasso anche nei dati che il governo sta per rilasciare nell'aggiornamento al Def" chiarisce il Ministro.  
Tuttavia la crescita resta confermata.
L’Istat comunica che la produzione industriale a luglio è cresciuta dello 0,4% rispetto a giugno, "con variazioni positive in tutti i principali raggruppamenti"
Si tratta del primo mese in aumento dopo due cali. 
Resta negativo, invece, il confronto con luglio 2015: sull'anno c’è una flessione dello 0,3% nei dati corretti per gli effetti di calendario "condizionata dal mercato calo del comparto energia (-10,1%)", l’unico in flessione. 
Nei dati grezzi il calo raggiunge il -6,3%.

Renzi dà i numeri, Padoan corregge le stime: economia cresce a rilento
Per la manovra di bilancio 2017 il Governo conta di trovare capitali freschi da una  nuova operazione di rientro dei capitali dall'estero, la cosiddetta voluntary disclosure 2, con la speranza di replicare il successo della prima edizione che ha fruttato alle casse dello Stato 4 miliardi di euro. 
"Comunque l'economia - ha precisato Padoan - sta crescendo dopo tre anni di prolungata recessione e perdita di pil e capacità produttiva e sta generando posti di lavoro. Se c'è una creazione di posti di lavoro più che proporzionale rispetto alla crescita economia e l'economia diventa a maggiore intensità di lavoro, forse è perché c'è stato un benvenuto cambiamento di struttura".
Il premier Mattero Renzi nega divergenze con il titolare dell'Economia. "So che stamani c'è stata una polemica su quanto affermato dal ministro, ossia sul fatto che le stime sul Pil saranno riviste al ribasso. Noi diciamo la verità, i dati precedenti dicevano -2,3% nel 2012 e -1,9% nel 2013, ora sono tornati positivi ma non come vorremmo. Noi diciamo che vorremmo fare di più, non ci nascondiamo. Con la stessa forza - ha aggiunto il Premier - diciamo che questo paese ha messo una marcia in più su innovazione, banda larga, ricerca e robotica. Dopo anni di dubbi ora si può dire che vi è la certezza di poter fare investimenti in questo paese".


 


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