Hillary Clinton, per Meluzzi "alcuni movimenti di tipo coreico. E poi quella polmonite sembra ab ingestis..."

13 settembre 2016 ore 16:28, Lucia Bigozzi
“Da ciò che è possibile vedere mi sembrano le fasi iniziali di un morbo di Parkinson, ovviamente in alcuni tratti”. Così Alessandro Meluzzi, psichiatra, psicoterapeuta e criminologo, ‘scannerizza’ il malore che ha colpito Hillary Clinton e nella conversazione con Intelligonews spiega gli indizi che porterebbero in questa direzione. 

Sul piano psichiatrico e neurologico che idea si è fatto del malore accaduto alla Clinton. In particolare molti focalizzano l’attenzione su alcune gestualità che appaiono rigide nei movimenti. Ha un’indicazione patologica?

"Per quello che è possibile vedere, mi sembrano le fasi iniziali di un morbo di Parkinson, ovviamente in alcuni tratti. In particolare con certi movimenti che più che di tipo parkinsoniano sarebbero di tipo coreico perché ha dei movimenti clonici di alcune muscolature, tipo quella del collo quando scuote la testa. Però, bisogna vedere l’origine. Certamente ha avuto un accidente vascolare tempo fa; la tosse insistente potrebbe essere legata a problemi della deglutizione che sono connessi anche quelli al Parkinson. Anche la polmonite potrebbe essere una polmonite ab ingestis per cui uno dei sintomi più insidiosi per chi soffre di disturbi della deglutizione di tipo neurologico è l’ingresso in trachea di corpi estranei, cibo, liquidi che poi può dare luogo a polmoniti ab ingestis. Che poi è la malattia di cui morì il papa Giovanni Paolo II ed è la causa alla fine predominante di chi muore di Parkinson". 

Hillary Clinton, per Meluzzi 'alcuni movimenti di tipo coreico. E poi quella polmonite sembra ab ingestis...'
C’è anche l’idea complottista lanciata da un medico su un presunta, fantomatica forma di avvelenamento. E’ credibile?

"Questo lo escludo perché più che avvelenamento, questa mi sembra una fantasia messa in circolazione dai dem perché in realtà la Clinton ha avuto seri problemi di salute con un prolungato ricovero nel 2012 quando la candidatura non era neanche all’orizzonte; inoltre porta degli occhiali che sembrerebbero essere con le lenti di Fresnel, ha lo sguardo sbarrato con l’occhio divergente, tipico di chi ha una visione doppia e questo da molto tempo. Direi che l’idea dell’avvelenamento mi sembra un’immensa sciocchezza, mentre invece mi sembra molto più credibile l’ipotesi avanzata da altri giornali in base alla quale si dice che questa cosa era nota a tutti, anche ai dem, che la Clinton sarebbe stata la candidata migliore e in caso di dimissioni era pronto a subentrarle un vicepresidente scelto in modo molto oculato che non sarebbe mai stato eletto ma che sarebbe stato un ottimo presidente, soprattutto per Soros il suo amico fondamentale. Quindi, dietro a tutto questo ci sarebbe una strategia ben calibrata da parte dei democratici".

Con quali effetti nel rush finale della corsa alla Casa Bianca? 

"Non è ne ho la benchè minima idea. Io spero che vinca Trump e dico sempre quello che penso. Non lo so, bisognerebbe entrare nella testa degli americani che solitamente desiderano un comandante supremo in buona salute e non amano chi dice bugie: se dovesse emergere nel campo dem c’era la notizia che le condizioni della Clinton erano precarie da prima della campagna per le primarie e che sarebbe stata fatta una strategia per farle subentrare un vicepresidente scelto, in quanto anche amico della lobby di Soros, certamente questo minerebbe la possibilità di vincere le elezioni". 
autore / Lucia Bigozzi
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