Studio Usa oscurato, così dal '60 nascondono la verità sullo zucchero

13 settembre 2016 ore 20:50, Micaela Del Monte
Lo zucchero fa male al cuore, noi forse ancora non lo sappiamo con certezza, ma gli scienziati lo sanno dagli anni '60. Infatti durante uno studio di approfondimento sulla questione, Stanton A. Glantz, dottore di ricerca presso il Center for Tobacco Control Research and Education, a San Francisco, in California, ha scoperto delle informazioni davvero sconvolgenti: la statunitense Sugar Research Foundation (SRF), ora Sugar Association, avrebbe pagato decine di scienziati, affinché sostenessero che patologie cardiache e quantità di zucchero assunte non avevano nessuna correlazione.

Studio Usa oscurato, così dal '60 nascondono la verità sullo zucchero
Le rivelazioni sono state pubblicate in modo dettagliato sulla rivista scientifica Jama Internal Medicine. La SRF avrebbe sponsorizzato uno studio uscito nel 1965 sul New England Journal of Medicine (NEJM), che sosteneva come grassi e colesterolo fossero deleteri per il cuore, mentre minimizzava, a tal proposito, gli effetti dello zucchero.
Ma la fondazione non si sarebbe fermata qui, perché, si legge nei documenti scoperti, che avrebbe “sostenuto” anche un programma di ricerca negli anni tra il 1960 e il 1970, programma che avrebbe contribuito a stabilizzare i dubbi circa i rischi comportati da un’elevata assunzione di saccarosio, mentre avrebbe eletto a primo colpevole della patologia coronarica, i grassi.

Nel 1965 – due giorni dopo la pubblicazione, da parte del New York Herald Tribune di un’intera pagina dedicata al legame fra zucchero e aterosclerosi – la SRF approvò il “Progetto 226”, una revisione della letteratura sul metabolismo del colesterolo affidata a Hegsted e a Fredrick Stare, due docenti di Nutrizione ad Harvard. Gli autori del Progetto 226 ricevettero 6500 dollari. Un anno dopo, nel 1966, furono approvate le bozze della revisione affidata ai due doecenti di Harvard. La revisione delle due parti, che concluse che l’unico cambiamento necessario per prevenire le cardiopatie era ridurre l’assunzione di grassi tramite la dieta, fu appunto pubblicata l’anno successivo sul NEJM, senza nessuna menzione alla partecipazione o finanziamento di SRF. Il giornale non ha richiesto la dichiarazione di conflitti di interesse fino al 1984.
 
“La Sugar Association ha pagato scienziati di Harvard molto prestigiosi per pubblicare una revisione sui grassi saturi e il colesterolo come cause principali di cardiopatia nel momento in cui stavano iniziando a sommarsi diversi studi che indicavano lo zucchero come fattore di rischio per malattie cardiache”, ha rilevato Laura A. Schimdt. “Ciò ha avuto un impatto su tutta la comunità di ricerca, condizionandone la direzione. Abbiamo perso davvero molto tempo a valutare come lo zucchero influisce sulla malattia coronarica””.
 
“Ammettiamo che la Sugar Research Foundation avrebbe dovuto esercitare una maggiore trasparenza in tutte le sue attività di ricerca. Tuttavia, quando gli studi in questione sono stati pubblicati le dichiarazioni dei finanziamenti e gli standard di trasparenza non erano la norma come oggi”, ha dichiarato in una nota l’associazione dei produttori americani. ”Oltre a ciò, è difficile per noi commentare eventi che presumibilmente sono avvenuti 60 anni fa e documenti che non abbiamo mai visto. La Sugar Association continua a cercare di comprendere meglio il ruolo dello zucchero nella salute, ma ci affidiamo a una scienza di qualità e ai fatti per le nostre affermazioni”.
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