Tasi, Imu, Tari. Sono solo parole? Cosa ci aspetta

14 aprile 2014, Gianfranco Librandi
Tasi, Imu, Tari. Sono solo parole? Cosa ci aspetta
di Gianfranco Librandi Diminuiranno le tasse per gli italiani col nuovo corso avviato da Matteo Renzi? Due opzioni di risposta: una “populista” che prevede il NO! L’altra opzione di risposta è quella politica impastata di “non risposta”. Continuerebbe (il governo) a rispondere che alleggerisce la pressione e che sono i Comuni e le Regioni in autonomia a regolare eventuali aggiustamenti. Direbbe (il Governo) che la fascia di reddito meno abbiente gode di un’attenzione particolare e che saranno le fasce più fortunate a sobbarcarsi il peso della massa meno fortunata. Alla politica sfugge che la fascia meno abbiente non possiede una casa, e che spesso è costretta ad affittare le seconde case di quella fascia più abbiente che possiede due case. Nella prima ci abita e con la rendita della seconda ci arrotonda lo stipendio; la seconda la cede in affitto a chi non può acquistare un immobile di proprietà, e nell’affitto ci mette anche le tasse che quindi indirettamente colpiscono la fascia meno abbiente. E’ un esempio che vale su tutti, come l’esempio di quella massa di persone che per salute ma soprattutto per il costo esagerato del carburante vanno in bicicletta rischiando la pelle su strade sempre meno mantenute (servizi pagati dai cittadini ma disattesi). Siccome sono diventati tanti, non vuoi obbligarli ad avere una sorta di patente, l’obbligo del casco e la tassa sul riscaldamento globale visto che l’aumento della temperatura corporea sollecitata dallo sforzo riscaldano l’atmosfera? Abbiamo assistito alla telenovela IMU col governo Letta, alla fine la montagna partorisce il topolino. E’ stato dato respiro agli italiani togliendo l’IMU e rendere il fisco nuovamente “amico” del cittadino. Qualcuno c’ha pure creduto, tuttavia a fare due conti facili facili tra Tasi, IMU e Tari il fisco incasserà nel 2014 ben 4,6 miliardi di euro in più rispetto al 2013! L’introito totale per il 2014 corrisponde circa a 32.5 miliardi di euro totali sul groppone di Pantalone. Lo studio è della CGIA di Mestre. Il responsabile di quest’aumento è la Tasi che grava soprattutto sui possessori di seconde e terze case o immobili a uso produttivo. E’ facilissimo individuare chi pagherà realmente quest’aumento, il famoso consumatore finale. E’ un meccanismo che sta uccidendo i consumi invece di individuare le fasce di consumo da tassare in equità. Winston Churchill diceva: “I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri”. Al momento non è cambiato nulla, le tasse continuano ad aumentare, i cambiamenti sbandierati sono solo ancora parole senza alcun conforto numerico reale.
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