Def, tesoretto e sgravi fiscali alle aziende (da trovare)

14 aprile 2015, Luca Lippi
Def, tesoretto e sgravi fiscali alle aziende (da trovare)
La Commissione europea, allo scopo di non creare altro nocumento alla sua “serenità” già sufficientemente minata da una lunghissima serie di criticità strutturali, ha espresso parere favorevole al DEF italiano “con riserva”. In sostanza ha detto “andate avanti, poi vediamo”.

Riassumiamo velocemente il DEF per grandi linee: per il 2015 crea un tesoretto di 1,6 miliardi di euro e chiede circa 10 miliardi di tagli (7,2 alla spesa e 2,4 alle agevolazioni fiscali). Ascrive anche un vasto programma di riforme, compresa l'approvazione entro maggio della riforma elettorale (questo è piaciuto all’Europa). 

Ma come è possibile che ci siano 1,6 miliardi disponibili se le regole europee impongono un risparmio di 10 miliardi per il 2015 e di altri 16 nel 2016?

Esiste perché Renzi nel rispetto delle norme Ue, reputa opportuno usare di anno in anno i margini della flessibilità previsti dai trattati. Il tesoretto, infatti, viene dai margini sul deficit, leggermente inferiore a quello che era stato programmato. Ma non cancella le risorse aggiuntive da trovare.

Soprattutto, calcola i famosi 80 euro come uno sgravio fiscale (errore da matita rossa perché sono spesa pubblica a tutti gli effetti, ma l’Europa non se ne cura). Facendo affidamento sulla futura spending review, il governo ha annunciato che la pressione fiscale scenderà dal 2015 al 2018 sotto la soglia del 42% del Pil. 

Nessuno, però, dice che intanto, a oggi, mancano le coperture per il 2016 per gli sgravi alle imprese previsti nel Jobs Act. E potrebbero non bastare nemmeno per il 2015. In sintesi, mancano le coperture per confermare gli sgravi previsti dal Jobs Act alle imprese che assumono (sconti fino a 8060 euro per ogni nuovo contratto a tempo indeterminato). Per questo il governo sarebbe intenzionato a rimodularne le regole. Inoltre per centrare l'obiettivo dei 10 miliardi di risparmi, le aziende si vedranno tagliare incentivi per altri 1,5 miliardi. 

Intanto, si discute sull’assegnazione del tesoretto che nei fatti ancora non c’è. In sostanza, possiamo parlare seriamente di DEF dopo che sia stata dichiarata ufficialmente chiusa la campagna elettorale. Per il momento l’unica certezza è che ci saranno sostanziose e sostanziali modifiche, o correzioni.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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