Spesometro, quando la fattura è obbligatoria a prescindere dall’importo. LA SCHEDA

14 aprile 2015, Luca Lippi
Spesometro, quando la fattura è obbligatoria a prescindere dall’importo. LA SCHEDA
Oggi pubblichiamo la seconda parte della scheda “spesometro” 2015 chiarendo l’oggetto della comunicazione. 

Oggetto della comunicazione sono i corrispettivi che si riferiscono alle cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute, per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura a prescindere dall’importo. E ancora, cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, qualora l’importo unitario dell’operazione sia pari o superiore a euro 3.600 al lordo dell’Iva.

Con riferimento alle operazioni senza obbligo di emissione della fattura, il provvedimento dell’ Agenzia delle Entrate n. 94908 del 02.08.2013 ha stabilito che il limite di euro 3.600, al lordo dell’Iva, non opera nei casi in cui la fattura sia stata emessa in luogo dello scontrino o della ricevuta fiscale ai sensi dell’art. 22 comma 1 del D.P.R. 633/1972, a seguito di richiesta del cliente ovvero su richiesta da parte degli imprenditori che acquistano beni che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa, ai sensi dell’art. 22 comma 3 del D.P.R. 633/72; in ogni caso poi il limite di euro 3.600 non opera se la fattura sia stata comunque emessa su base volontaria.

Per i soggetti di cui agli artt. 22 (commercianti al minuto e soggetti equiparati) e 74-ter (agenzie viaggi) del D.P.R. 633/1972 il già citato provvedimento prot. n. 44922/2015 del 31/03/2015 ha previsto l’esclusione anche per l’anno 2014 della comunicazione delle operazioni attive di importo unitario inferiore ad euro 3.000, al netto dell’Iva; è quindi confermata l’esclusione già disposta per gli anni 2012 e 2013 dal provvedimento del 02.08.2013, esclusione motivata dalle difficoltà segnalate dagli operatori per il tramite delle associazioni di categoria.

Sono altresì escluse dall’obbligo di comunicazione (oltre alle operazioni non rilevanti a fini Iva) le seguenti operazioni: le importazioni, le esportazioni dirette di cui all’articolo 8, comma 1, lettere a) e b) del D.P.R. n. 633/1972, le operazioni intracomunitarie (dichiarate a fini Intrastat), le operazioni che costituiscono oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria (art. 7 del D.P.R. 605/1973) e altre (ad esempio contratti di assicurazione, contratti di somministrazione di energia elettrica, acqua e gas, contratti di mutuo, atti di compravendita di immobili). 

Sono escluse anche le operazioni (attive e passive) poste in essere nei confronti di operatori economici aventi sede (residenza o domicilio) in Stati o territori definiti “black list”, le operazioni finanziarie esenti da iva ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972, e alla fine le operazioni di importo pari o superiore ad euro 3.600, effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini dell’Iva (non documentate da fattura) il cui pagamento è avvenuto mediante carte di credito (di debito o prepagate) emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione di cui all’art. 7 comma 6 del D.P.R. n. 605/1973.

Ancora da chiarire, infine, se vige l’obbligo di comunicazione anche per quelle operazioni territorialmente non rilevanti a fini Iva per le quali è previsto comunque l’obbligo di emissione della fattura (trattasi di operazioni che difettano del requisito della territorialità), quindi non rilevanti ai fini dell’assoggettamento al tributo per le quali tuttavia sussiste comunque l’obbligo di fatturazione. Per queste attendiamo chiarimenti dal legislatore.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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