Regionali Puglia, tutti contro tutti: lepenismo salviniano o balena bianca fittiana?

14 aprile 2015, Adriano Scianca
Regionali Puglia, tutti contro tutti: lepenismo salviniano o balena bianca fittiana?
Difficile dar torto a Michele Emiliano, candidato del centrosinistra in Puglia, che della vicenda ha colto subito la cifra farsesca e ha chiesto aiuto addirittura a Frank Underwood, o almeno a chi gestisce l'account dell’immaginario presidente americano della serie House of Cards, chiedendogli di trovargli un avversario. 

Ci vuole in effetti il genio machiavellico dell'uomo politico interpretato da Kevin Spacey per districare la matassa del centrodestra pugliese

La storia è nota: in rampa di lancio c'è Adriana Poli Bortone. Una candidatura che punta a compattare tutti ma che potrebbe anche non avere il sostegno di nessuno. Giorgia Meloni, in particolare, detta la linea al resto della coalizione ma poi finisce che anche nel suo ultimatum chi ci capisce qualcosa è bravo. 

"Quella di Adriana Poli Bortone è un'ottima candidatura se funzionale alla vittoria. Se Berlusconi ci garantisce che c'è il sostegno di tutta FI siamo disponibili" altrimenti "entro confermeremo il sostegno a Francesco Schittulli", ha detto la presidente di Fdi. 

Quella dell'ex ministro, ha spiegato, è una candidatura "messa in campo con tempi e metodi francamente discutibili. Sarebbe un errore per Poli Bortone farsi utilizzare in una regione dove per regolare i conti interni" a FI "si impedisce di fatto al centrodestra di essere competitivo". 

La Poli Bortone, che almeno ufficialmente sarebbe del partito della Meloni medesima, non l'ha presa bene. Comprensibilmente. E a Un Giorno da Pecora su Radio 2 Rai ha spiegato: "Se il partito rinuncia al mio nome con motivazioni che io non posso condividere, si vede che non vogliono che io resti in Fratelli d'Italia". 

Ma nell'intervista esclusiva concessa a IntelligoNews spiega che non intende uscire da FdI. Ma aggiunge che “la Meloni non mi ha telefonato ieri”. Quanto all'ipotesi ticket Schittulli-Poli Bortone, quest'ultima fa sapere che “il ticket non è mai esistito, non so chi l'ha tirato fuori, non ce n'è alcuna necessità”. 

Del resto fra la Poli Bortone e Fitto c'è più di una vecchia ruggine, con vecchi veti e vecchi dispetti, ma anche qualche favore da rinfacciare.

Ora la palla sta quindi alla Meloni. Anzi no, a Berlusconi, che deve regolarsi sui diktat della Meloni. Anzi no, a Fitto, che deve far sapere a Berlusconi chi sosterrà in modo che quest'ultimo lo faccia sapere alla Meloni che a sua volta avvertirà la Poli Bortone. 

E alla fine il paradosso è che dal laboratorio Puglia possono uscire due nuovi centrodestra, completamente differenti fra loro: quello della grande ammucchiata a baricentro democristiano, con i "populisti" a fianco dei "moderati", oppure quello più polarizzato, salviniano, radicale.

Altro che Frank Underwood, qui ci vorrebbe l'esorcista.
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