Strasburgo “giudica” l’Italia e #Contrada diventa l'argomento del giorno in rete

14 aprile 2015, intelligo
Strasburgo “giudica” l’Italia e #Contrada diventa l'argomento del giorno in rete
Bruno Contrada non andava condannato. La clamorosa sentenza arriva da Strasburgo. 

La Corte europea dei diritti umani ha messo in discussione la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa comminata all’ex funzionario del Sisde, perché all’epoca dei fatti, temporalmente collocati tra il 1979 e il 1988 il reato “non era sufficientemente chiaro”. La conseguenza è che adesso lo Stato italiano dovrà versare a Contrada diecimila euro per danni morali. I legali avevano chiesto un risarcimento pari a 80mila euro; i giudici hanno respinto anche la richiesta di 30mila euro come rimborso per le spese processuali sostenute a Strasburgo, stabilendo che l’Italia deve riconoscere un risarcimento parti a 2500 euro.

Non è la prima volta che la Corte di Strasburgo si pronuncia sull’ex numero due del Sisde: nel 2014 i giudici europei avevano condannato il nostro Paese per la sua detenzione perché le sue condizioni di salute nel periodo tra il 2007 e il 2008 non erano compatibili con il carcere. 

Ora i legali di Contrada sembrano intenzionati a sollevare la questione della revisione del processo. Per l’avvocato Giuseppe Lipera, la sentenza della Corte europea rappresenta un “altro elemento per ottenere la revisione della condanna”. E commentando il pronunciamento dei giudici ha aggiunto: “Ora capisco perché nonostante le sofferenze quest'uomo a 84 anni continui a vivere”. 
L’ex funzionario del Sisde fu arrestato il 24 dicembre 1992 e successivamente condannato in via definitiva a dieci anni di carcere. 

LuBi

autore / intelligo
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