Genocidio, Souad Sbai: “Ma l'Onu esiste ancora? Gli ipocriti poi diranno Nous Sommes Tous Armeni"

14 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Genocidio, Souad Sbai: “Ma l'Onu esiste ancora? Gli ipocriti poi diranno Nous Sommes Tous Armeni'
“Esiste un numero di morti per stabilire che quello armeno è genocidio? E chi lo decide? Esistono forse genocidi di serie A e di serie B?”. Domande retoriche che Souad Sbai, giornalista e responsabile per l’integrazione e l’immigrazione di Noi con Salvini, gira a chi in questi giorni storce la bocca per le parole chiare di Papa Francesco sul massacro del popolo armeno nella conversazione con Intelligonews. Onu in testa, ma non solo…

L’Onu definisce quello del popolo armeno un “crimine atroce” ma non parla di genocidio. Come commenta?

«Mi chiedo: ma l’Onu esiste ancora? Non mi sembra perché di genocidi ce ne sono stati e ce ne sono, dal Ruanda all’Algeria, passando per la Somalia. O forse questi non contano? Va forse stabilito un numero di morti sufficiente a dire quando è genocidio e quando non lo è? Tre-quattro milioni di morti fanno un genocidio o no? E sotto i tre milioni cosa è?  Ma dove stiamo andando? Qui c’è un massacro in atto di intere popolazioni. Solo riferendosi all’Isis c’è chi parla di un milione di vittime. E queste come le chiama l’Onu, atroce crimine? Stiamo parlando dell’Isis, di Boko Haram, ma ce ne rendiamo conto? Noto un’ipocrisia allucinante. Forse, visto che l’Onu si sveglia ogni tanto, potremmo farne anche a meno… così come del resto stiamo facendo a meno dell’Europa politica e dei valori, delle identità accontentandoci solo di quella economica»

Quello del popolo armeno è stato genocidio o no?

«Per quanto mi riguarda e lo dico da araba è stato genocidio: sono morte un milione e mezzo di persone. La Turchia e il mondo devono chiedere scusa per il silenzio assordante prima di voltare pagina. Ma poi con chi? Con Erdogan? La sua risposta al Papa è stata chiara e lo ha fatto perché è in campagna elettorale, per far vedere ai turchi che lui è in grado di attaccare persino il Papa. Ma forse non abbiamo ancora capito chi è e come il suo atteggiamento sia ipocrita. La cosa che mi fa più male è che lo stesso silenzio assordante sugli armeni c’è in Italia. Io organizzo incontri e parlo con tutte le rappresentanze delle popolazioni, io non ho paura, ma quando ho provato a organizzare un convegno al Senato, la sala è diventata a pagamento. Fanno tutti finta di non capire»

Papa Francesco è finito nel mirino delle critiche. Perché secondo lei?

«Penso che le critiche sarebbero state rivolte a chiunque parlasse degli armeni. Indubbiamente, le parole del Papa sono state un sollievo, almeno per noi, perché finalmente parliamo di quello che è successo e di ciò che sta accadendo oggi per comprendere cosa si muove attorno a noi ed evitare di ripetere gli errori del passato. Forse Erdogan non vuole capire la storia: sono morte un milione e mezzo di persone così come sono morte in Ruanda, Algeria, Somalia. Come si fa a non considerare tutto ciò genocidio, forse genocidio può essere anche l’uccisione di poche persone».

A proposito dell’uso del termine Massimo Fini a Intelligonews spiega che non tutto può essere definito genocidio perché presuppone in sé un’azione continuata e scientifica, come nel caso dello sterminio degli ebrei. Cosa risponde?  

«Dico che il genocidio degli armeni non esclude quello degli ebrei. A Fini chiederei se esistono o possono mai esistere genocidi di serie A e di serie B. Quello degli ebrei è riconosciuto e studiato ma anche quello degli armeni è tale e non va dimenticato. Non è che perché abbiamo riconosciuto un genocidio non possiamo riconoscerne altri; tutti fanno male allo stesso modo. Poi se uno vuole star lì col bilancino… aspettiamo magari l’Isis che uccida 4 milioni di persone o più per decidere se è o non è genocidio. Il Papa non ha fatto bene a pronunciare quelle parole, ha fatto benissimo a ricordare le vittime armene. E lo ha fatto in una ricorrenza importante; non l’ha detto tanto per dire…».

Come legge il silenzio di Renzi, ieri c’è stato qualche imbarazzo per l’uscita del sottosegretario Gozi subito ripreso dal ministro Gentiloni.

«Su questi temi il governo non dice niente; c’è un silenzio assordante; si aspetta che parli il Papa per ‘balbettare’ qualcosa. Si parla - e molto – degli immigrati che arrivano in Italia, del numero ipotizzato da alcuni per questa estate, oltre un milione, ma finisce qui. Da questo punto di vista, non mi stupisce l’atteggiamento del governo. Magari, tra qualche mese, quando i morti saliranno allora diranno ‘nous sommes tous armeni’».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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