Padoan tranquillizza sul fondo Atlante: “Ue e Bce favorevoli”

14 aprile 2016 ore 10:22, Luca Lippi
Riguardo alcune osservazioni sollevate dalle opposizioni circa le perplessità che potrebbero scaturire dal giudizio dell’Ue sul fondo Atlante, il Ministro Pier Carlo Padoan risponde specificatamente: “dialogo con la Bce e l'Ue è proficuo e non ci saranno rischi. il Fondo è interamente finanziato e gestito privatamente”.
In realtà la questione è piuttosto nebulosa, il Ministro stesso contraddice le sue stesse affermazioni, e per certi versi anche i fatti.
Ricordiamo che al fondo Atlante partecipano le compagnie assicurative (circa un miliardo), le Fondazioni (500 milioni euro), e le principali banche (tot 3 miliardi). Ci sarà poi l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti (circa 500 milioni), e questi saranno azionisti in via residuale dopo gli aumenti di capitale delle banche salvate. Si tratta di un’operazione orchestrata da un fondo a gestione privata per raggirare il divieto di aiuti di stato della Ue, tuttavia non si esclude che Bruxelles voglia conoscere i dettagli dell’operazione. I soldi pubblici sono presenti soltanto in Cassa Depositi e Prestiti il cui scopo dovrebbe essere, secondo lo statuto, gestire in maniera prudente i risparmi postali degli italiani.

Padoan tranquillizza sul fondo Atlante: “Ue e Bce favorevoli”

Si deduce logicamente che già con Cassa Depositi e Prestiti lo Stato entra nel salvataggio, e poi ci soni i fondi messi a disposizione dalle maggiori banche partecipanti al fondo che di soldi dallo stato (direttamente o indirettamente) continuano a percepirli e continueranno con diversi artifici contabili.
Non entriamo nel merito dell’intervento dello Stato per il quale potremmo essere anche d’accordo, ma di sicuro Bruxelles non è così distratta da non sollevare qualche perplessità sulla contravvenzione del regolamento.
Il Ministro Padoan rassicura e poi svela una lieve ansia, tant’è che a proposito del Def afferma: “è stato condiviso con la Commissione europea, deve però ancora pronunciarsi sulla flessibilità. Ma sono fiducioso”. E’ ovvio che la Commissione non ha ancora deciso niente perché vuole vedere come il governo italiano sta gestendo la questione banche e come il governo ha intenzione di utilizzare l’eventuale flessibilità, fino ad ora contestata poiché non vede investimenti sulla crescita ma solamente una pioggia di bonus assai poco profittevoli.
Tornando al Fondo Atlante, questo contribuirà alle ricapitalizzazioni con la funzione di proteggere e garantire il privato, il meccanismo sarà adeguato alla capacità del sistema di favorire il credito alle imprese, a questo punto, giacché sono 4 anni che si cerca di spronare il finanziamento alle imprese senza alcun risultato, forse si sarebbe potuto provvedere a costituire un fondo specifico per finanziare direttamente le imprese senza passare dalle banche, poi il ricircolo di liquidità avrebbe risanato il sistema bancario. Riguardo la reazione dei mercati al debutto del Fondo Padoan afferma: “Nei giorni scorsi c'era stata grande euforia in Borsa, forse troppa. Ma alla fine la mancanza di informazioni crea nervosismo”, in questo modo il Ministro crea qualche preoccupazione, forse no siamo a conoscenza completamente del meccanismo?
"Per spingere la crescita in un quadro economico globale di debolezza servono investimenti pubblici e privati e il nuovo pacchetto di misure di finanza per la crescita lo stimoleranno".
Resta il macigno delle clausole di salvaguardia. Stiamo lavorando per capire come muoverci. Sulle 80 euro alle pensioni più basse, di cui aveva parlato il presidente del Consiglio, "è ancora presto per pronunciarsi", ribadisce.
Ciò che serve, oltre alla volontà di riduzione della pressione fiscale, sono i tagli alla spesa per questo la "Spending review continua", spiega.
Sulla flessibilità delle pensioni in uscita per incentivare l'occupazione giovanile, conclude, "bisogna prima tenere conto dei vincoli di finanza pubblica".
Ha messo punti e virgole riguardo le questioni in cronaca economica degli ultimi giorni, resta comunque la sua perplessità che si riverbera sui mercati riguardo le posizioni dell’Ue alle manovre italiane che sono apparentemente farraginose ma che allo stato attuale producono solo topolini.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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