Fmi, Padoan sfida Lagarde: “Altre stime. Vedremo…”

14 aprile 2016 ore 11:11, Luca Lippi
Pier Carlo Padoan intervenendo alla Columbia University a New York attacca Lagarde frontalmente e direttamente nel suo “territorio”, alle stime del Fondo Monetario Internazionale non certo positive per il nostro Paese risponde perentorio: “Vedremo alla fine chi ha ragione”.
Ormai siamo alla guerra dei numeri, come abbiamo scritto ieri, il Fmi nel suo rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria, il Global Financial Stability,  ha messo in guardia sui possibili rischi di una nuova crisi finanziaria, additando l’Italia proprio come l’anello debole dove il settore bancario è minato dalle sofferenze, circa 900 miliardi di euro che potrebbe innescare un crisi che finirebbe per produrre un effetto domino anche sulle banche che godono di ottima salute. 
Ma il nostro ministro delle Finanze non ci sta e da New York difende l’Italia e porta avanti i numeri a suo dire positivi specie sull’occupazione.

Fmi, Padoan sfida Lagarde: “Altre stime. Vedremo…”

Di fatto Padoan non ha tutti i torti, non tanto sui numeri quanto nell’orgoglio, perché l’Italia sarebbe l0anello debole quando prima dell’Italia ci sarebbe quanto meno la Grecia, e giacché la Grecia è già in bancarotta, se non ha prodotto l’effetto domino paventato per l’Italia non si capisce perché dovrebbe causarlo il nostro Paese! E’ solo una questione di pura logica.
Le stime del Fondo monetario internazionale sono diverse dalle nostre. Vedremo chi alla fine avrà ragione. Noi comunque sulle previsioni abbiamo un tasso di errore molto basso (…) L’Italia è tornata a crescere, la disoccupazione è in calo, anche quella giovanile: sono dati incoraggianti ma non soddisfacenti. C’è l’impegno a continuare sulla strada delle riforme. In particolare su quelle istituzionali c’è un passaggio epocale perché cambiano non solo il modo di governare il paese, ma hanno anche un impatto sulla crescita”.
 Più nello specifico Padoan risponde al riguardo del settore bancario in crisi: “Stiamo rafforzando il sistema bancario, potremmo vedere della volatilità, ma stiamo andando nella giusta direzione. All’Italia non è stata concessa la possibilità di una bad bank”.
I rischi reali secondo Padoan sono altri: “Ne cito tre: i migranti, il terrorismo e la Brexit. Se Schengen collassa è una minaccia importante per l’Unione Europea: un crollo del trattato metterebbe a rischio l’Ue alle sue radici. Uno dei problemi dell’Ue è che gli europei non credono gli uni agli altri. E una delle conseguenze è sui migranti”.
Si può condividere o non condividere, la domanda però che sorge spontanea alla luce di alcune incongruenze sulle affermazioni del Fmi, ma non sarà che c’è in corso un attacco diretto all’Italia?

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]