Retroscena sull'Industria dell'Acciaio e vendita della Tata Steel Uk: è affare Brexit

14 aprile 2016 ore 12:40, intelligo
di Michele Buontempo


Proprio mentre Cameron viene accusato di bloccare la strategia di un piano di tariffe per arrestare la vendita dell'acciaio cinese molto economico nell'UE, la scorsa settimana viene approvata in Cina la  tassa sulle importazioni del 46% sull'acciaio altamente tecnologico prodotto negli impianti Tata in Galles.
Nella riunione del gruppo G20 della scorsa settimana, Cameron affronta  il presidente Cinese Xi Jinping ai margini della cena nel summit a Washington, chiedendogli di utilizzare la sua presidenza del gruppo G20 delle nazioni leader per affrontare il problema. 
Alla domanda se Cameron avesse delle considerazioni da fare in merito alla perdita di posti di lavoro in Gran Bretagna a causa dei prodotti di acciaio scaricati in Europa dalla Cina, una fonte governativa dice: " ha espresso le sue perplessità evidenziando l'impatto di questa questione sulle industrie del Regno unito e di altre nazioni". La risposta del governo cinese è stata di aver imposto  le nuove tariffe sulle importazioni dall'UE, Korea del Sud e Giappone di acciaio elettrico  "a grano orientato" a causa dei sostanziali danni al loro mercato interno dell' industria dell'acciaio. La Tata Steel che produce questo tipo di acciaio di altissima qualità nella sua sussidiaria Cogent Power nell'Impianto di Newport sud del Galles non è stata in grado di dire se giovedì la Gogent ha esportato prodotti in Cina.
Al contrario invece i politici britannici sono sotto accusa per favorire invece la Cina bloccando nuove tariffe per le importazioni verso l'UE, nella manovra disegnata per proteggere l'Europa dal difficile momento dell'industria dell'acciaio.
L'argomento alquanto controverso rientra nell'attuale dibattito del Brexit sulle strategie da adottare in modo comunitario oppure come nazione indipendente. 
La ragione per cui l'insustria dell'acciaio nel Regno Unito è in difficoltà secondo i sindacati e le imprese dell'acciaio risiede nei prodotti fabbricati in imprese a partecipazione governativa cinese importati nel mercato Europeo. Il segretario all'economia per il Regno Unito, Sajid Javid, che ha finalmente visitato venerdì gli impianti della Tata Steel a Port Talbot, è accusato infatti di aver bloccato le misure per fermare le importazioni dalla Cina. Il Regno Unito inoltre ha fatto pressione lobbistica per garantire lo "status di economia di mercato" alla Cina e ciò renderà ancora più difficile fermare lo scarico di prodotti di acciaio cinesi. Charles de Lusignan rappresentante dell'Associazione Europea dell'acciaio in un'intervista alla BBC Radio 4 ha detto: il Regno Unito non è l'unico stato ma certamente guida il blocco dell'incremento delle tariffe doganali molto basse. La capacità di innalzare queste tariffe fa parte di una proposta della commissione Europea lanciata nel 2013,  ma il Regno Unito continua a bloccarle ciò significa quando il governo dice di fare di tutto per salvare l'industria dell'acciaio nel Regno Unito in realtà non è vero". In risposta a queste accuse Cameron in un articolo sul quotidiano inglese The Guardian invece sostiene è l'Unione Europea a bloccare i loro sforzi per proteggere l'acciaio britannico. La forte ammissione del Primo Ministro inglese arrivano per mettere a tacere i dubbi sul possibile salvataggio degli impianti di acciaio in Gran Bretagna.
I sostenitori della campagna pro Brexit indicano nelle regole dell'UE la ragione per cui il governo non può portare avanti il pacchetto di salvataggio a favore delle industrie di acciaio britanniche;  ed è lo stesso motivo per cui Cameron ha denunciato il contrasto dell'UE  nel proteggere l'acciaio britannico. Secondo Cameron: noi abbiamo votato per l'incremento delle tariffe contro l'acciaio Cinese. Il problema è che il piano è all'interno di una politica di innalzamento delle tasse di importazione in Europa anche su altri prodotti oltre all'acciaio del quale siamo meno disposti ad accettare. La nostra visione dell'Europa è una in cui viene supportato il libero scambio piuttosto che avere un Europa protezionista."
La questione è ripresa ancora dai fautori di un possibile Brexit:  evidenziando i problemi del Regno Unito di redigere accordi commerciali appropriati alla Gran Bretagna piuttosto che insieme a l'UE in cui bisogna far combaciare gli interessi di altre 28 nazioni. Proprio il maggior esponente del Brexit Tom Pursglove del movimento Grassroots dice: non possiamo provvedere alla giusta protezione della nostra industria dell'acciaio come membro dell'Unione Europea. Non controlliamo la nostra politica commerciale."
Tornando al futuro della Tata Steel in Scunthorpe e Port Talbot, Javid come rappresentante del governo inglese ha incontrato il suo presidente Cyrus Mistry e altri alti rappresentanti della Tata a Mumbai una settimana dopo l'annuncio della decisione di cedere i loro asset nel Regno Unito a causa delle enormi perdite. In seguito alla riunione ha detto: capisco ci saranno dei problemi da risolvere per la vendita, uno di questi è l'energia e il governo potrebbe essere di aiuto".  Propio l'energia è un punto cruciale nell'industria dell'acciaio e anche un ulteriore terreno di scontrio tra la Gran Bretagna  e l'Unione Europea. Alcuni critici sostengono che paradossalmente sono proprio i contribuenti britannici a pagare per le industrie  sussidiarie dello stato cinese che stanno mettendo a rishio 40.000 posti di lavoro in Gran Bretagna. Queste scioccanti rivelazioni sono trapelate in seguito alla notizia che la banca per gli Investimenti Europei ha erogato i cosi detti "prestiti soft" alla Cina per un valore di 80 millioni di sterline come parte delle politiche climatiche sulla riduzione delle emissioni. L'incredibile cifra include i 40 milioni di sterline alla piu grande compagnia cinese che applica la più feroce politica dei prezzi al ribasso sull'acciaio, la Wuhan Iron & Steel Corporation.  Un altro beneficiario dei soldi dei contribuenti britannici è l'impianto di Shaogang Songshan in Guangdong che nel 2008 ha ricevuto 30 milioni di sterline in fondi della EIB per migliorare l'efficienza energetica. Secondo Jhon Redwood membro del partito conservatore e segretario all'ambiente: "questo è proprio il modo in cui i britannici non vogliono vedere spesi i loro soldi..prestare denaro ad un governo straniero per vedersi aumentare la competizione proprio verso l'industria britannica non è quello che abbiamo in mente". 
Il prestito della Banca Europea fa parte del Prestito II per il Cambiamento Climatico della Cina. I soldi dovrebbero servire a convincere i colossi cinesi dell'acciaio a ridurre le emissioni ma i gli addetti ai lavori nell'industria dell'acciaio sono furiosi e denunciano infatti che questo prestito ha permesso alle industrie cinesi di ridurre ulteriormente il costo dell'energia degli impianti che è uno dei maggiori problemi avuti dalla Tata Group. Essa infatti è costretta a vendere proprio per gli elevati costi energetici relativi alla produzione di acciaio nel sud del Galles. 

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