Brennero, Tonelli (Polizia-Sap): “L’Austria e il Brennero sono il collo dell’imbuto; se si riempie…"

14 aprile 2016 ore 16:38, Lucia Bigozzi
“L’Austria e il Brennero sono il collo dell’imbuto; se si riempie… Ed è ciò che succederà in Italia. Non è un problema della polizia ma del nostro Paese, dal momento che queste persone arriveranno perché noi non abbiamo la capacità di respingerli”. Mette in guardia, Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap) che nell’intervista con Intelligonews analizza cosa c’è dietro al muro austriaco e cosa succederà da noi. 

L’Austria vuole chiudere le frontiere al Brennero: un problema per l’Italia ma anche per l’Europa che perde il controllo, se mai lo ha avuto? Cosa sta succedendo? 

«Certo che è un problema per l’Italia. Tre anni fa proprio da questo giornale dissi quando feci la prima visita a Pozzallo che bisognava stare attenti perché altrimenti si rischiava di innestare dei meccanismi di esodo biblico che non avremmo avuto la possibilità di gestire».

Il muro austriaco è una scelta che serve?

«Dico che la gente, tutta, ha il diritto di difendersi. Questo è un problema equiparabile a un delinquente che sta entrando in casa mia e io ho il diritto di difendermi. È un gesto di legittima difesa da parte di una nazione che non vuole essere invasa. Fino a quando il problema era dell’Italia dall’Europa c’era chi mostrava sdegno accusandoci di mancanza di umanità su alcuni episodi, vedi Lampedusa. Ricordo che nello stesso momento, la Spagna usava la mitraglia per fermare il flusso dal Marocco all’Italia. Loro usavano la mitraglia e noi?».

Gentiloni dice che se l’Austria dovesse costruire il muro, sarebbe grave. Le chiedo: quanto grave e con quali ripercussioni concrete sul versante della sicurezza e quindi del vostro lavoro sul campo? 

«Molto semplice: ha presente un imbuto? L’Austria e il Brennero, altro non sono che il collo di un imbuto: se si tappa quell’imbuto si riempie … ed è ciò che succederà in Italia. La bottiglia dice: basta, non ne voglio più. Non sarà un problema della polizia, è un problema dell’Italia dal momento che queste persone arriveranno perché noi non abbiamo la capacità di respingerli. Abbiamo voluto affrontando questa stagione andando a rompere le scatole a Gheddafi attaccando Berlusconi per via della famosa tenda beduina? Bene, adesso ci teniamo quello che viene. Siamo noi che abbiamo lavorato per creare questo problema ma adesso la realtà è che gli altri si difendono da questo problema. Noi abbiamo una conformazione morfologica molto particolare che non ci aiuta: magari avessimo un Brennero solo o un Tarvisio solo, invece abbiamo tanti punti dai quali queste persone possono entrare. A questo si aggiunge una determinazione interna determinata, pare, dalla commistione di due fattori negativi: uno è la lente ideologizzata con la quale vengono visti tutti i problemi e quindi una posizione sbagliata, non ragionevole e non razionale. Laltro fattore si ricollega ai centri di potere nazionali e internazionale che sembra lavorino per far svalutare il nostro Paese»

L’asse Austria-Germania contro l’Italia, colpa di Renzi o delle politiche europee?

«Per me è il fatto che gli altri sanno fare i loro interessi e noi non li sappiamo fare, Renzi in testa. Poi, che l’atteggiamento arrogante e spocchioso del premier possa in qualche modo irritare questo ci sta sicuramente; diciamo che va a corroborare la situazione non favorevole per il nostro Paese»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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