Migranti, Mattarella contro la zavorra: "70 anni per abbattere i muri"

14 aprile 2016 ore 17:19, Andrea De Angelis
Bruxelles “tira le orecchie” a Vienna: quel muro al Brennero non può essere una barriera per stoppare il flusso dei migranti. Ma in Austria pare che facciano orecchie da mercante se è vero come è vero che ieri il ministro dell’Interno Johanna Mikl-Leitner ha cercato di rassicurare il Commissario europeo all'Immigrazione Dimitris Avramopoulos sul fatto che la struttura non sarà utilizzata per bloccare il passaggio dei migranti, bensì per convogliare lo stesso flusso verso i controlli. Insomma, la motivazione degli austriaci è che la barriera al Brennero non è anti-immigrati ma per gli immigrati, ovvero per consentire un ingresso ordinato e per facilitare le operazioni di verifica collegate al riconoscimento dello status di profughi. 
Resta il fatto che il muro è nei piani del governo di Vienna e a questo punto, le modalità di utilizzo passano in secondo piano rispetto alla questione muro, cioè impedimento alla circolazione. Un altro muro nell’Europa che non sa ancora che strada prendere rispetto a un’ondata migratoria di proporzioni epocali che non si ferma, anzi, con l’arrivo della bella stagione è destinata ad aumentare, tanto è vero che le stime degli organismi europei prevedono nuovi massicci sbarchi sulle coste italiane nei prossimi mesi. Un monito quello di Mattarella che ricorda le sollecitazioni più volte reiterate del suo precedessore: Giorgio Napolitano. 

Migranti, Mattarella contro la zavorra: '70 anni per abbattere i muri'
Sul caso Austria è intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il quale “le barriere che dividono l'Europa sono una zavorra che ne appesantisce il cammino”.
 Il capo dello Stato apprezza la sollecitazione della Commissione Ue a Vienna e tuttavia ribadisce che “tornare indietro da Schengen sarebbe un atto di autolesionismo, per tutti”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che avverte: “Non possiamo accettare gesti unilaterali”, nemmeno da un Paese amico come l’Austria. Nuovo strappo diplomatico? 
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