Dopo il caccia un pericoloso effetto domino: nave russa spara a peschereccio turco

14 dicembre 2015 ore 18:41, Andrea De Angelis
Dopo il caccia un pericoloso effetto domino: nave russa spara a peschereccio turco
Continuano le tensioni tra Turchia e Russia a venti giorni dall'abbattimento del caccia russo al confine turco-siriano. Una situazione in grado di degenerare da un momento all'altro, specie se alle minacce e agli avvertimenti seguiranno altre azioni che da una parte o dall'altra potrebbero essere lette come veri e propri atti di guerra. Insomma, c'è poco da scherzare. Anche perché gli interessi geopolitici sono alti e parte dell'opinione pubblica, più o meno "terrorizzata", è pronta ad accettare anche ciò che fino a qualche tempo fa era semplicemente impensabile. 

Ancora alta tensione dunque tra Mosca e Ankara dopo l'abbattimento di un Su24 russo da parte dei caccia di Ankara il 24 novembre scorso. Una nave da guerra russa ha sparato alcuni colpi di avvertimento contro un peschereccio turco nel Mar Egeo per evitare una collisione. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Mosca affermando che l'imbarcazione turca si era avvicinata ad una distanza di 600 metri, prima di allontanarsi a seguito dei colpi di avvertimento. A seguito dell'incidente, riporta la Bbc, l'addetto militare turco a Mosca è stato convocato al ministero degli Esteri.
L'incidente, riporta l'agenzia Tass, è avvenuto a circa 22 chilometri dall'isola greca di Lemnos, nell'Egeo settentrionale. L'unità russa, ha riferito ancora il ministero della Difesa, è stata costretta ad esplodere alcuni colpi di "armi leggere" perché l'imbarcazione turca, che ha poi cambiato rotta senza darne comunicazione, non rispondeva ai contatti radio o visivi.
Dopo l'incidente, il ministero della Difesa ha convocato l'addetto militare turco a Mosca, mettendolo in guardia su "possibili conseguenze negative per le azioni incoscienti verso le Forze armate russe impegnate nella lotta contro il terrorismo internazionale in Siria".
Secondo quanto si legge in una nota, il ministero ha informato l'addetto militare, Ahmet Gunes, della profonda preoccupazione per la nuova ''provocazione di oggi" nell'Egeo contro al fregata russa "Smetlivy". Dal canto suo, il rappresentante turco ha assicurato che trasmetterà il messaggio di Mosca ad Ankara.

Proprio a causa delle perduranti tensioni tra i due Paesi, le autorità di Ankara hanno deciso di vietare ai militari di andare in vacanza in Russia. Il divieto è esteso anche ai cadetti delle accademie militari e, riporta l'agenzia Anadolu, è stato deciso come "misura precauzionale". Una decisione che segue alle misure russe contro la Turchia di fine novembre. Il provvedimento, così promulgato, s'intitola significativamente "Misure per garantire la sicurezza nazionale e per proteggere i cittadini della Federazione Russa da azioni criminose e altre azioni illegali, e l'applicazione di misure economiche speciali nei confronti della Repubblica Turca". Secondo quanto reso noto dal Cremlino, in primo luogo prevede temporaneamente il divieto ovvero restrizioni sull'importazione di determinate tipologie di merci, se originarie della Turchia e purchè inserite in un'apposita lista predisposta dal governo centrale, con l'eccezione dei beni per uso strettamente personale che non eccedano l'ammontare previsto dalle norme dell'Unione Economica Eurasiatica della quale, oltre a Mosca, fanno parte Kazakhstan, Bielorussia, Armenia a Kirghizistan. 
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