Baidu guida senza pilota: la "nuova" Google Car è made in China

14 dicembre 2015 ore 11:11, intelligo
Baidu guida senza pilota: la 'nuova' Google Car è made in China
Il sogno ormai è realtà e come noto quando un qualcosa piace e funziona, la si emula. Nella storia dell'uomo è sempre stato così e non può che esserlo anche nell'era della tecnologia. Si ampliano i confini, ma le strategie restano le stesse. Attenzione: copiare in questo caso non è un qualcosa di negativo, anzi. Sarebbe come dire che le case automobilistiche non hanno ragion d'essere o che la pasta (rigorosamente made in Italy) deve essere di una marca sola. Ben venga la concorrenza, ma è chiaro che l'ispirazione arriva (salvo sorprese) da Google Car. 
Baidu, l’equivalente cinese di Google, è impegnata nella realizzazione di una propria driverless car già dal 2013 ed ora sono iniziate le prove su strada.
Le auto a guida autonoma saranno il futuro dei trasporti non solo privati, ma anche pubblici e l’auto su cui sta lavorando Baidu è un esempio di quest’ultimo tipo di utilizzo. Dopo Google, Tesla ed Apple presto vedremo una driverless car cinese adibita a servizio di pubblico trasporto.
Per testare la guida autonoma è stata utilizzata una BMW Serie 3 modificata con videocamere e sensori per monitorare l’ambiente circostante. L’auto ha percorso 30 chilometri di curve, inversioni a U, strade secondarie percorrendo perfino un tratto di autostrada dove ha raggiunto la velocità di 100 km/h

Insomma, si vola sulle ali dell'entusiasmo: guidano da sole, registrano ciò che vedono, sono sempre più sicure, si possono evidentemente rintracciare in un batter d'occhio. Ormai le automobili del futuro (o meglio, del presente) sono sempre più tecnologiche. Ma la novità è che, adesso, potranno anche comunicare con le persone che incontreranno sulla loro strada. 
Google Car parlerà con i pedoni. La società di Mountain View ha brevettato un sistema che permette alle auto che si guidano da sole di comunicare con i passanti, ideale ad esempio per quando le auto circolano in prossimità di strisce pedonali: in questi casi, le auto saranno anche in grado di mostrare messaggi e trasmettere informazioni con un braccio robotico. 
Ad esempio, un display visibile all'esterno potrebbe mostrare la scritta "attraversamento sicuro" al segnale di stop, come per avvisare a chi si appresta ad attraversare che possono tranquillamente camminare davanti all'auto, che non partirà fino a quando non vedrà che non c'è più nessuno che deve passare. 
Attenzione, perché tra le evoluzione c'è anche il design. La società ha infatti pubblicato un annuncio sul proprio sito nel quale spiega di essere alla ricerca di un designer industriale che si dovrà occupare del progetto Self-Driving Car. Le richieste non sono da poco, ma se le soddisfate il consiglio è di tentare: almeno 8 anni di esperienza nel settore, in grado di seguire tutte le fase di progettazione, dalla realizzazione di concept fino al lancio sul mercato. Il posto di lavoro, ovviamente, sarà a Mountain View.

Non mancano però le curiosità sulle driverless car. Su tutti i giornali infatti è rimbalzata la notizia della Google Car fermata dalla polizia perché il veicolo viaggiava troppo lentamente. Un poliziotto di Mountain View, in California, ha notato una congestione del traffico con in testa alla coda il prototipo di veicolo di Google che si guida da solo, che stava viaggiando a circa 39 km/h in una zona in cui si viaggia in media a 56 km/h.
Quando si è reso conto di aver fermato un'auto intelligente di Google, il poliziotto ha deciso di mettersi in contatto con chi gestisce il progetto per saperne di più su in base a cosa è stata la scelta la velocità della vettura e avvisandoli che una velocità troppo bassa va ad ostacolare il traffico, come è stato scritto dal dipartimento di polizia in un post sul blog. L'azienda ha risposto che dietro tale scelta ci sono, come intuibile, motivi legati alla sicurezza. 
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