La no-tax area per pensionati aumenta dal 2017, ecco i redditi interessati

14 dicembre 2015 ore 13:03, Luca Lippi
La no-tax area per pensionati aumenta dal 2017, ecco i redditi interessati
Nella sforbiciata di emendamenti tra i quali quelli relativi alla questione pensioni (eliminati per assenza di coperture) a rimetterci, ovviamente sono la categoria “bankomat” dello stato che sono i titolari di pensione, ai quali non sarà concessa alcuna facilitazione e neanche concessione. Certo non poteva rimanere del tutto ignorata (la categoria) che nel bene o nel male è sempre pronta e disposta a mettere una pezza nei momenti di difficoltà economica del Paese, soprattutto quando si andrà sotto elezioni, quando i pensionati assumono la funzione di unici preposti a raggiungere le urne, e spesso votano a senso unico perché sono regolarmente minacciati di essere “taglieggiati” se votano “male”. Non potendo concedere attenzione a tutti coloro che sono rimasti unici a poter dormire e svegliarsi la mattina con qualche decina di euro in tasca sicura, si è potuto intervenire sulla categoria dei pensionati meno fortunata per i quali, vuoi per età, vuoi per il reddito, si è provveduto ad aumentare la forbice entro la quale non devono pagare tasse. Parliamo della cosiddetta no tax area. I pensionati vedranno ridursi il prelievo fiscale così come stabilito dalla legge di Stabilità, per i pensionati over 75 crescerà infatti dagli attuali 7.750 euro a 8mila euro, raggiungendo quella che è in vigore per i lavoratori dipendenti. I pensionati con meno di 75 anni, invece, passeranno dagli attuali 7.500 euro a 7.750.  Per l’uniformazione delle detrazioni sui redditi da pensione a quelli da lavoro dipendente bisognerà, tuttavia, attendere il 2017 in quanto tale allineamento entrerà in vigore dal 1° gennaio 2017, a meno che l’Unione Europea non decida di accogliere margini di flessibilità più ampi, consentendo così di anticipare di un anno l’avviamento della misura.

Schematizzando la situazione cosa cambia dal 2017 per i pensionati con meno di 75 anni? La misura introdotta dall’Esecutivo stabilisce che per questa categoria, la detrazione annua sarà di:
1. 1.783 euro quando il reddito totale non è superiore ai 7.750 euro. La detrazione che spetta non deve comunque essere al di sotto della soglia minima di 690 euro, soglia che compete indipendentemente da quanto emerge dal calcolo di ragguaglio al periodo di spettanza nell’anno;
2. 1.255 euro, somma accresciuta del prodotto fra 528 euro e l’importo che corrisponde al rapporto fra 15mila euro (diminuito del reddito totale) e 7.250 euro, nel caso in cui l’ammontare del reddito globale supera i 7.750 euro ma non i 15mila;
3. 1.255 euro quando il reddito totale supera i 15mila euro rimanendo comunque al di sotto dei 55mila. Qui, la detrazione compete per la parte che coincide con il rapporto tra l’importo di 55mila euro (diminuito del reddito totale) e quello di 40mila euro.
Cosa cambia invece per la categoria che comprende i pensionati che superano i 75 anni di età? Per chi ha 75 anni o più, la detrazione attuabile risulterà pari a:
1. 1.880 euro quando il reddito totale non è superiore a 8mila euro. In tal caso, a differenza dei ‘colleghi’ con meno di 75 anni, la detrazione che spetta non può mai essere più bassa della soglia minima che è pari a 713 euro, indipendentemente dal calcolo di ragguaglio al periodo di spettanza nell’anno;
2. 1.297 euro, somma accresciuta del prodotto fra 583 euro e l’importo che corrisponde al rapporto fra 15mila euro (ridotto del reddito complessivo) e 7mila euro, nel caso in cui l’ammontare del reddito globale supera gli 8mila euro ma non i 15mila;
3. 1.297 euro quando il reddito totale è al di sopra di 15mila euro ma al di sotto di 55mila. Qui, la detrazione compete per la porzione che coincide con il rapporto tra l’importo di 55mila euro (diminuito del reddito totale) e quello di 40mila euro.

autore / Luca Lippi
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