L'Italia piange Mario Dondero e le FOTO del partigiano di Emergency

14 dicembre 2015 ore 18:14, Andrea De Angelis
L'Italia piange Mario Dondero e le FOTO del partigiano di Emergency
Ci sono maestri che vanno al di là delle ideologie.
Uomini in grado di scrivere la storia con una macchina fotografica in mano ed una sensibilità superiore alla media. L'intelligenza al servizio di un mestiere. Maestri, appunto, capaci di indicare la strada e di andarsene da veri gentiluomini, in un silenzio che profuma d'eternità.

Milanese, classe 1928 ma di origini genovesi, si è spento a Fermo all'età di 87 anni il grande fotografo e fotoreporter Mario Dondero. Dopo un passato da giovanissimo partigiano, in Val d'Ossola, Dondero si avvicina prestissimo al giornalismo e alla fotografia, iniziando a collaborare nei primi anni '50 con 'L'Unità', 'Milano Sera' e 'L'Avanti', legandosi ai frequentatori del famoso bar Jamaica di Milano.
Non ancora trentenne Dondero si sposta a Parigi e inizia a collaborare con diverse prestigiose testate tra le quali 'Le Monde', 'Le Nouvel Observateur', 'Daily Herald', 'L'Illustrazione Italiana' e 'L'Espresso'. Nella ville lumière frequenta scrittori e intellettuali del calibro di Daniel Pennac, Roland Topor e Claude Mauriac. Non a caso una delle sue foto più celebri, pubblicata in tutto il mondo, ritrae il gruppo degli scrittori del 'Nouveau roman' davanti alla sede delle Editions de Minuit (Nathalie Sarraute, Samuel Beckett, Alain Robbe-Grillet, Claude Mauriac, Claude Simon, Jérôme Lindon, Robert Pinget, Claude Ollier).
Sempre a Parigi Dondero inizia a collaborare con le riviste 'Jeune Afrique', 'Afrique-Asie', 'Demain l'Afrique', manifestando un vivace interesse per l'Africa, e sempre dalla capitale francese ha lavorato per 'Il Giorno' nel periodo della Guerra d'Algeria. 
In Italia ha lavorato a lungo con diverse testate tra le quali 'Vie Nuove', 'Tempo illustrato', 'L'Europeo' e 'L'Espresso'. Celebre anche la sua collaborazione con 'Epoca' sia durante la direzione di Enzo Biagi che in tempi più recenti sotto la direzione di Carlo Rognoni. Ha anche pubblicato sul 'Manifesto' e sul settimanale 'Diario' di Enrico Deaglio. Dondero ha collaborato anche con la Rai e, in tempi più recenti, ha documentato il lavoro di Emergency, del quale è un attivo sostenitore, in Afghanistan.

In una nota il ministro dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa del fotografo: "Partigiano, giornalista, fotoreporter, inviato di guerra e fotografo di grande sensibilità Mario Dondero ha documentato oltre mezzo secolo di storia mondiale con uno sguardo che dal particolare si è sempre esteso all'universale tenendo ben fisse nell'obiettivo le sofferenze umane. Ci mancherà la sua visione attenta e coraggiosa della realtà che ha reso grande la sua fotografia".
“Mi attengo sempre alla sintesi deontologica del fotografo tracciata da Kapuscinski”, spiegò una volta. “Conservare uno spazio di ingenuità. Soltanto così non si diventa cinici”. La sua macchina ha fotografato ogni continente, dalle sue immagini si può ripercorrere la storia della seconda metà del Novecento, fino agli inizi del nuovo secolo. Per farlo serve solo un po' di sana curiosità e tanto interesse.

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