Il fascino dei settanta, le rughe delle star fanno audience

14 febbraio 2013 ore 14:14, Paolo Pivetti
Il fascino dei settanta, le rughe delle star fanno audience
Il Principe di Salina, protagonista del Gattopardo, si sente ormai vecchio e tagliato fuori dalla vita e viene risucchiato dalla meditazione sulla morte all’età di quarantacinque anni. Come sono cambiati i tempi! In questi giorni, in questi mesi, il tema dei settantenni protagonisti e ancor intenzionati a lottare fa boom sugli schermi. Famosissime star settantenni non esitano a mostrare alla macchina da presa le loro gioiose rughe. E stiamo parlando di ex bellissimi dei quali balena a tratti qualche lampo dell’antico fascino tra le pieghe non camuffate della senilità. Avete visto Robert Redford, quello che quarant’anni fa sembrava arrivato dal Paradiso a far impazzire ragazzine e signore? In “Strategia del silenzio” intreccia la sua storia di ex ribelle con quella di una Julie Christie, ancor più ribelle, con occhi ancora seducenti, che non ha paura di mostrare le sue zampe di gallina nuove di zecca. E poi c’è quella deliziosa compagnia di cantanti d’opera in pensione, tiranneggiati da divismo di una superba Maggie Smith, che animano coi loro problemi di cuore ancora vivi e pulsanti la commedia garbatamente tessuta di “Quartet”; e notare il regista, un esordiente di settantacinque anni che riesce a tenere in pugno con stile la storia. Sarà perché si chiama Dustin Hoffman. E Maril Street, accoppiata con Tommy Lee Jones nel “Matrimonio che vorrei”: due non proprio ragazzini, che non esitano a mettere in gioco i segreti e gli intoppi della loro vita matrimoniale con inevitabile lettura psicoterapeutica, visto che sono americani. E poi, non possiamo far finta di non vedere altri giganti, come un Robert De Niro o un Clint Eastwood, che si portano con disinvoltura da un thriller all’altro i solchi ricchi di storia delle loro facce segnate. America, ci stai insegnando con il tuo cinema che la vita è un dono che merita di essere vissuto con grinta caparbia, bello se anche sfrontata, anche in quelle età che fino a qualche decennio fa venivano sottoposte a pietoso quanto meschino oblio. E l’Europa, cosa contrappone a tutto ciò? L’Europa contrappone un canto funebre. Altri due ex trionfatori della giovinezza cinematografica, Jean Louis Trintignant ed Emmanuelle Riva sono protagonisti dell’osannatissimo “Amour”, stanca, amara tragedia dove la vecchiaia al contrario non ha vie d’uscita né barlumi di speranza. In civiltà come la nostra, è molto difficile “fermare il declino”.
autore / Paolo Pivetti
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