Governo 'Retta'. Morra (M5S): “Renzi? Da un pupo all'altro. Entreranno giocatori di secondo livello, occhio a Gal e Sel”

14 febbraio 2014 ore 12:56, Marta Moriconi
Governo 'Retta'. Morra (M5S): “Renzi? Da un pupo all'altro. Entreranno giocatori di secondo livello, occhio a Gal e Sel”
“Noi ci eravamo battuti e avevamo ottenuto che venisse allontanato dal  Senato, qualcuno l’ha fatto rientrare per la porta principale”. Nicola Morra, senatore M5S, parla di Silvio Berlusconi e se la prende con Matteo Renzi. Per i pentastellati quello che sta succedendo dimostra “l’esistenza di una terza Camera che è il Nazareno, la sede del Pd, e lì si fa il lavoro di chiarificazione che si dovrebbe fare, invece, alla Camera e al Senato”, ma conferma anche quello hanno sempre pensato: “In realtà le fila vengono mosse da altri.” Quanto al calciomercato che impegnerà Renzi nella creazione della sua maggioranza parla di “bomber, giocatori né prestigiosi né numerosi, pochi soggetti che ritengono di dare credibilità a qualcuno che non sente di giocarsela davanti agli italiani”. Quanto ai grillini dissidenti, lui che i corridoi di Palazzo Madama li solca, si dimostra sereno: “Non ci saranno bomber, né giocatori prestigiosi o numerosi, ma pochi soggetti che riterranno di dare credibilità a qualcuno che non sente di giocarsela davanti agli italiani”. Renzi ha dato la spallata a Letta. Cosa cambia oggi rispetto a ieri? «E’ il solito teatrino, si sostituisce un pupo con un altro pupo come dicono i siciliani. Ma in realtà le fila vengono mosse da altri. Purtroppo qua si continua a non tenere conto di quanto la Costituzione della Repubblica Italiana imporrebbe. Le crisi di governo dovrebbero essere sempre oggetto di valutazione da parte del Parlamento e di fatto, anche in questo caso, non sta avvenendo. Come suggerisce qualche mio collega, abbiamo accettato l’esistenza di una terza Camera che è il Nazareno, la sede del Pd, e lì si fa il lavoro di chiarificazione che si dovrebbe fare, invece, alla Camera e al Senato». Con quale sostegno nascerà questo nuovo governo? C’è chi parla di una maggioranza più ampia per Renzi, con i grillini dissidenti al Senato? «Personalmente non lo credo in alcun modo. Che poi ci possa essere qualche pattuglia, di tre, quattro o cinque persone, che sento dire anche da Gal, anche da Sel, possano andare ad irrobustire l’attuale formazione di governo mi sembra un risultato assai visibile. E’ chiaro ormai che il nuovo che avanza si presenta, al massimo, con qualche acquisto di secondo livello, e uso una metafora calcistica, nel calciomercato di gennaio. Non sono dei bomber, né dei giocatori prestigiosi o numerosi, ma pochi soggetti che ritengono di dare credibilità a qualcuno che non sente di giocarsela davanti agli italiani». Rispetto alle prossime consultazioni, torna in mente quel tentativo bersaniano… «Noi abbiamo sempre ripetuto e lo ripeteremo che non diamo fiducia a nessuno, eventualmente il voto positivo lo diamo sui singoli provvedimenti a patto che siano importanti e utili ai cittadini. Quando Renzi dovesse aver la capacità, ma per chi ha memoria della sintassi latina mi ricorda il periodo ipotetico dell’impossibilità, di proporre un provvedimento di questo tipo avrà il voto su quello».   Cosa si aspetta, ora, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano? Le chiediamo anche un commento sul fatto che Renzi, adesso che ha bisogno di un cambiamento radicale, potrebbe lavorare anche per un cambio al Quirinale. «Non è che Renzi ha necessità di un cambiamento radicale. E’ l’Italia e i cittadini che vogliono un Paese diverso. Le istituzioni stanno lavorando per conservarsi nel tempo. Che il cambiamento alla fine ci sarà è fuor di dubbio, anche se succederà lentamente, ma non sarà nella direzione in cui Napolitano, Renzi e la partitocrazia lo vogliono».  Il Governo Renzi durerà fino al 2018 come vorrebbe il segretario del Pd? «Non me lo auguro, non lo credo, però non è un’ipotesi da scartare perché hanno paura delle urne. Noi ci giochiamo tanto alle Europee invece. A me piacerebbe pensare ad una classe partitocratica che accetti democraticamente la sovranità popolare. E’ il popolo che vuole in questo momento il ritorno alle urne. Non ce la fa più di questa situazione insostenibile, gestita nei Palazzi con liturgie di Palazzo. L’art 3 della nostra Costituzione lo dice benissimo: la sovranità appartiene al popolo». Grazie alle ultime mosse di Renzi, Berlusconi torna in gioco e, qualunque ipotesi si prospetti, appare vincente. «Ormai è qualcosa che si ripete da decenni. Quando è lì lì per cadere guarda caso trova sempre qualche valido alleato e proprio nel fronte di centrosinistra. E questo ci conferma nella nostra analisi: piuttosto che due blocchi contrapposti in realtà piddini e berlusconiani sono due realtà complementari, l’una si regge grazie all’altra. Anche oggi Berlusconi è stato resuscitato dal Pd renziano. Noi ci eravamo battuti e avevamo ottenuto che venisse allontanato dal  Senato, qualcuno l’ha fatto rientrare per la porta principale. Questo qualcuno è stato Matteo Renzi. Se questo è il nuovo che avanza… si faccia giudicare dagli italiani».  
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