Unioni civili, Galantino vs Bagnasco: è guerra “di religione” o di politica?

14 febbraio 2016 ore 23:59, Adriano Scianca

Unioni civili, Galantino vs Bagnasco: è guerra “di religione” o di politica?
Il Papa “venuto dalla fine del mondo”, di sicuro il meno “romano” della storia del cattolicesimo, sembra lasciare sempre più spazio agli scontri nelle alte sfere vaticane rispetto al rapporto fra Chiesa e società italiana. Ormai da tempo gli schieramenti sono noti: Nunzio Galantino da una parte, Angelo Bagnasco dall'altra. Il tema delle unioni civili è stata l'occasione per osservare plasticamente la diversità degli approcci. Non solo uno (Bagnasco) ha sostenuto platealmente e con forza il Family day, laddove l'altro (Galantino) si è mostrato quanto meno tiepido e comunque “dialogante” con la fazione contrapposta, ma lo scontro è proseguito anche nelle settimane successive, proprio in vista del voto sul ddl Cirinnà. 

L'auspicio del presidente della Cei affinché il voto sul controverso disegno di legge avvenisse a scrutinio segreto non è piaciuto a molti e c'è chi ha parlato di indebita ingerenza vaticana sulla politica italiana. In realtà il portavoce della Cei, don Ivano Maffeis, ha spiegato che “con le sue parole il cardinale Bagnasco non intendeva entrare in un discorso tecnico, in alcun modo, questo appartiene alla sovranità delle Camere”, il suo, piuttosto, “è stato un appello di tipo morale alla libertà di coscienza tenendo conto della posta in gioco”. Inoltre, il riferimento al voto segreto “era nella domanda del giornalista, non nella risposta”. Il segretario della Cei, invece, si è limitato a dire che “per rispetto del Parlamento e delle istituzioni preferisco non parlare”. Che non è esattamente un “no comment” come gli altri, ma ostenta una differenza di approccio rispetto a certo interventismo politico di altri prelati. Ostentazione peraltro tatticam dato che su altri temi (ad esempio l'immigrazione), Galantino non si è mai fatto problemi a esternare e intervenire. 

Si vuole, quindi, semplicemente prendere le distanze da Bagnasco e accattivarsi le simpatie di una certa ala politica. Già, perché lo scontro è a cavallo tra religione e politica. A Galantino i rumors avvicinano prepotentemente Alfio Marchini, eterno volto rampante della politica romana e non solo, un po' di destra e un po' no, espressione locale di quel “partito della nazione” pretesamente post-ideologico che ha Renzi come alfiere nazionale. Bagnasco resta invece il referente del Family day, che però fatica a trovare sponde propriamente politiche, vista anche l'ambiguità di Ncd, che promette battaglia contro il disegno di legge voluto dal Pd ma ci governa insieme e che anche oggi ha ribadito il suo sostegno a Marchini per la corsa al Campidoglio. Insomma, grande è la confusione sotto il cielo, a Roma e non solo.




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