Trovare un corniciaio? Impossibile. Cgia: "I mestieri artigiani scompaiono"

14 febbraio 2016 ore 16:12, Adriano Scianca
Trovare un corniciaio? Impossibile. Cgia: 'I mestieri artigiani scompaiono'
Piccoli armatori, magliai, lustrini di mobili, pellicciai, corniciai e impagliatori: provate a cercarne uno, nelle grandi città e non solo. L'impresa, ormai, è quasi impossibile. Si tratta di un'evidenza che testimonia la crisi dell'artigianato e che viene oggi tradotta in numeri dalla Cgia di Mestre: nell’ultimo anno le imprese attive sono diminuite di 21.780 unità, mentre dall’inizio della crisi, cioè dal 2009, il numero complessivo è crollato di 116mila attività. Al 31 dicembre 2015 il numero complessivo delle aziende artigiane presenti in Italia è sceso sotto quota 1.350.000. "A differenza degli altri settori economici – spiega il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – l’artigianato è l’unica categoria economica che continua a registrare un netto calo delle imprese attive; infatti, guardando alle imprese non artigiane solo l’agricoltura e l’estrazione di minerali evidenziano una flessione nell’ultimo anno". 

La ragione di questa crisi nella crisi, più preoccupante del contesto generale stesso, è presto spiegata: “La caduta dei consumi delle famiglie e la loro lenta ripresa, l’aumento della pressione fiscale e l’esplosione del costo degli affitti hanno spinto fuori mercato molte attività, senza contare che l’avvento delle nuove tecnologie e delle produzioni in serie hanno relegato in posizioni di marginalità molte professioni caratterizzate da un’elevata capacità manuale. Ma oltre al danno economico causato da queste cessazioni, c’è anche un aspetto sociale molto preoccupante da tenere in considerazione. Quando chiude definitivamente la saracinesca una bottega artigiana, la qualità della vita di quel quartiere peggiora notevolmente. C’è meno sicurezza, più degrado e il rischio di un concreto impoverimento del tessuto sociale”. 

In valore assoluto, l’edilizia (- 65.455 imprese) e i trasporti (-16.699) sono le categorie artigiane che hanno risentito maggiormente degli effetti negativi della crisi. In sofferenza anche le attività manifatturiere, in particolar modo le imprese metalmeccaniche (-12.556 per i prodotti in metallo e -4.125 per i macchinari) e gli artigiani del legno (-8.076 che diventano -11.692 considerando anche i produttori di mobili). Per contro, invece, parrucchiere ed estetiste (+2.180), gelaterie-rosticcerie-ambulanti del cibo da strada (+ 3.290) e le imprese di pulizia e di giardinaggio (+ 11.370) sono aumentate di numero.
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