La Padania inaugura "Qui Kyenge" ed è scontro. È razzismo...

14 gennaio 2014, intelligo
La Padania inaugura 'Qui Kyenge' ed è scontro. È razzismo...
di Gianfranco Librandi. Lo scontro Lega Nord-ministra Kyenge ci accompagna sin dal primo momento di questo governo. Ormai ce lo aspettiamo, è come una caratteristica endemica. Ma oggi, l'ultima polemica scoppiata ha una particolarità in più, ovvero che nessuno ha attaccato, almeno non in modo esplicito, il Ministro dell'Integrazione. Ecco come sono andate le cose. La miccia è stata accesa stamattina, quando le colonna del quotidiano "La Padania" hanno dato spazio alla lista degli appuntamenti pubblici in calendario del Ministro per l'Integrazione. La rubrica si intitola "Qui Kyenge" e vuole offrire ai lettori un costante aggiornamento su tutte le occasioni in cui poter andare a sentire la ministra. Subito è scoppiato il caso. In prima fila il Pd, che legge l'iniziativa come "gravissima, ai limiti dell’intimidazione". Ad affermarlo sono i senatori Mauro Del Barba e Roberto Cociancich, che chiedono "alla Lega di intervenire sul proprio giornale di partito". Secca la risposta di Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord: "Sono ridicoli". E incalza: "Dov'è il problema? Forse il Pd si vergogna del suo ministro? Bene, allora la facciano dimettere". Salvini si propone di difendere il diritto dei cittadini ad essere informati: "Non abbiamo diffuso dati segreti o appuntamenti privati, ma gli eventi, pubblici, di un ministro. È giusto che tutti i cittadini, che le pagano lo stipendio, sappiano come questa signora spende i loro soldi". Ma la polemica non si arresta e scende in campo anche il democrat Chaouki, coordinatore Intergruppo parlamentare immigrazione: "Ci fa rabbrividire". E accusa apertamente Salvini: "Continuare ad attaccare un ministro della Repubblica solo perché di origine straniera è un'aggressione razzista di cui è primo responsabile il neo segretario della Lega Nord Matteo Salvini". Da decidere, insomma, sembra essere la linea di demarcazione tra diritto d'informazione e provocazione tesa all'intimidazione. Ma una cosa è certa: la polemica Lega-Kyenge non finirà qui.
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