Morire col consenso del Parlamento: l'eutanasia arriva in aula

14 gennaio 2016 ore 9:04, intelligo
Morire col consenso del Parlamento: l'eutanasia arriva in aula
A marzo, per la prima volta nella storia, il Parlamento italiano discuterà di eutanasia. Tema sensibile, di cui finora si è discusso moltissimo nella società civile, ma pochissimo nelle aule della politica. La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo, che ha stabilito anche un orientamento di massima per la calendarizzazione dei provvedimenti da discutere nei prossimi due mesi. Il tema del testamento biologico e del “fine vita” aveva fatto ingresso nel dibattito politico solo in relazione al caso di Eluana Englaro, ma la legge di cui si discusse all'epoca è finita in un nulla di fatto. La proposta, composta da quattro articoli, prevede che ogni cittadino possa rifiutare l'inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari, nonché ogni tipo di trattamento di sostegno vitale così come della terapia nutrizionale. Ed il personale medico e sanitario è tenuto a rispettare la volontà del paziente se arriva da un maggiorenne capace di intendere e di volere, salvo in alcuni casi particolari Ogni persona, stabilisce l'ultimo articolo, “può stilare un atto scritto, con firma autenticata dall'ufficiale di anagrafe del comune di residenza o domicilio, con il quale chiede l'applicazione dell'eutanasia per il caso in cui egli successivamente venga a trovarsi” nelle condizioni previste dalla legge. “Con la calendarizzazione del tema dell'eutanasia alla Camera dei Deputati per marzo abbiamo compiuto un altro importante passo verso la legalizzazione e il governo di un fenomeno sociale sempre più importante nella società italiana”, hanno spiegato Marco Cappato, Filomena Gallo e Mina Welby, a nome dell'Associazione Luca Coscioni, di Radicali italiani e della campagna “Eutanasia legale” che ha sostenuto l'iniziativa. 

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