Riforme, il dietro le quinte e gli scenari "renziani" che le scuotono

14 gennaio 2016 ore 10:25, intelligo
Le Riforme costituzionali alla prova del Senato il 19 gennaio. E’ l’unica cosa certa perché nel delicato dossier tornato a Palazzo Madama per il voto definitivo, dopo l’ok di Montecitorio si addensano polemiche, malumori, dissapori che non investono solo la maggioranza ma anche le più alte cariche istituzionali. In particolare un certo malumore avrebbe investito il presidente del Senato che già si sarebbe esposto e non poco su un altro delicato dossier il cui esame ha subìto un nuovo rinvio: il ddl sulle unioni civili (in Aula il 28 gennaio). Adesso si apre la campagna referendaria e non è un impegno da poco, anche per la seconda carica dello Stato che dovrà affrontare mesi di scontro politico col blocco degli anti-referendari sempre più compatto. E sarebbero proprio i tempi velocissimi in qualche modo “imposti” dalla tabella di marcia di Palazzo Chigi con le dichiarazioni del premier che punta tutto – perfino la sua permanenza alla guida del governo -  proprio sull’esito del referendum sulla riforma costituzionale. Insomma quella sul referendum è già di fatto una lotta senza esclusione di colpi tra maggioranza e opposizione, anche perché incrocia la fase del rinnovo delle commissioni parlamentari. Al Senato ieri si è consumato l’ennesimo braccio di ferro tra maggioranza e opposizione sui regolamenti, prima nella conferenza dei capigruppo poi direttamente in Aula. In pratica i gruppi parlamentari della coalizione di governo hanno insistito e quasi imposto discussione e voto sul ddl costituzione per la prossima settimana (martedì e mercoledì) di fatto spostando il rinnovo delle commissioni parlamentari a giovedì 21 gennaio. Una mossa che nella lettura delle opposizioni, è vista come un modo per tenere tutti sulla corda del voto. 

Riforme, il dietro le quinte e gli scenari 'renziani' che le scuotono
Non è mancato chi ha parlato di “osceno voto di scambio”, come hanno fatto i grillini: il riferimento è tra il sostegno al ddl Boschi e un posto ai vertici degli organismi parlamentari. Una battaglia a suon di accuse e contro-accuse che si incastra nell’avvio della campagna elettorale per le amministrative della prossima primavera. Renziani della prima e dell'ultima ora, sono determinati a consolidare un consenso che anche i sondaggi delineano come "ballerino" ma non è da meno il centrodestra e il blocco grillino, altrettanto determinati all'Opa su Palazzo Chigi. Un intreccio di circostanze e strategie che rende il clima nei palazzi della politica, sempre più incandescente. 


LuBi
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]