Alla politica (e alla società) la religione nuoce: lo studio che loda le elites e uccide Dio

14 gennaio 2016 ore 11:39, Marta Moriconi
Alla politica (e alla società) la religione nuoce: lo studio che loda le elites e uccide Dio
Il nuovo studio di Current Anthropology punta il dito contro le religioni. La tesi è vecchia ma mancavano le prove e il Professor Arthur A. Joyce, del Dipartimento di Antropologia dell’Università del Colorado, ce l'ha messa tutta per trovarle. Col il Professore Associato Sarah Barber, dell’Università della Florida Centrale, studiando i siti archeologici messicani, ha trovato ciò che cercava. Le credenze religiose, che esistevano già prima della formazione degli Stati, hanno pesato e come nella storia. E non sempre positivamente. "E’ doveroso riconoscere il ruolo della religione quando si considerano i processi politici" ha spiegato il ricercatore. E guarda caso la ricerca spunta in un momento in cui ci si interroga sui valori che le religioni trasmettono, sul significato che i fedeli danno alle pratiche, sui testi in cui si preparano, soprattutto da quando i terroristi islamici al grido di "Allah è grande" sponsorizzano le loro violente e assassine azioni.
Così il team di studiosi nell’articolo “Ensoulment, Entrapment, and Political Centralization: A Comparative Study of Religion and Politics in Later Formative Oaxaca”, si è messo a cercare nel campo della bassa valle del Rio Verde di Oaxaca, nelle pianure costiere del Messico, sul versante del Pacifico, i segni delle religioni, ossia ciò che hanno lasciato e come. Attraverso i reperti archeologici riferiti al periodo tra il 700 a.C. e il 250 d.C, sono arrivati ai rituali religiosi dell'epoca: hanno scoperto offerte, sepolture di persone in cimiteri, e anche il sorgere di forti tensioni a livello locale che impedirono la creazione di istituzioni statali più grandi (impossibile non vederci oggi quella tentazione del nuovo ordine di abbattere le barriere religiose per creare un nuovo mondo a propria immagine e somiglianza, una sorta di contro-religione laicista che altro non è una nuova religione del pensiero unico, dove la pace è decisa dall'alto e sembra non esserci tensione perché ormai la vittima è assuefatta al suo carnefice).

Guarda caso, nella ricerca, si dice che i gruppi elitari divennero fondamentali per mediare tra la politica delle loro comunità. Così come oggi le elites, europee e non, si stanno proponendo come risposta alla politica dal basso e al sentire comune da reimpostare secondo i propri e nuovi valori condivisi (da loro).
Fu così che nel 2050 forse il conflitto all’interno delle comunità tradizionali sarà evitato culminando nella nascita di uno stato-macro e senza ingerenza conflittuale religiosa ma con l'identità culturale e sessuale dei nuovi "perfetti" cittadini reimpostata. Eugenetica "giusta"? "Dato il ruolo della religione nella vita sociale e nella politica di oggi, tutto questo non dovrebbe sorprenderci" per Joyce. E invece ancora ci sorprende. 
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