E' tempo di prestiti a famiglie e imprese: più soldi in tasca dalle banche

14 gennaio 2016 ore 12:16, Luca Lippi
Le banche tornano a prestare soldi al settore privato. Dopo una fase fisiologica nella quale hanno sicuramente occupato la maggior parte delle risorse per sistemare i conti che si erano in parte deteriorati a causa della crisi che colpisce l’economia (e quindi indirettamente anche la finanza) dal 2008, ora gli istituti di credito tornano a fare il loro lavoro con maggior serenità. Questo è quanto emergerebbe dai dati diffusi da Bankitalia che si sofferma sulle principali voci dei bilanci bancari, a novembre è stato registrato un +0,6% su base annua (-0,5 nel mese di ottobre). Il settore privato include, oltre alle famiglie e alle società non finanziarie, le imprese assicurative, i fondi pensione e le altre istituzioni finanziarie. Tornano dunque a crescere i prestiti per la prima volta dal 2012.

E' tempo di prestiti a famiglie e imprese: più soldi in tasca dalle banche
Più nello specifico, sempre secondo Bankitalia, crescono soprattutto i prestiti alle famiglie (il dato era stata già confortante da fine giugno scorso) che hanno mostrato a novembre una crescita annua dello 0,8%, mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dello 0,2% (interrompendo una lunga striscia negativa; con un -1,2% a ottobre). Nella nota accompagnatoria di Bankitalia si legge: "le variazioni sui dodici mesi di prestiti e depositi terminanti in novembre 2015 potrebbero riflettere gli effetti della diversa scadenza fiscale per i versamenti in autotassazione, fissata nel 2015 al 30 novembre e nel 2014 al primo dicembre". La nota è opportuna, soprattutto a scongiurare i vari populismi che potrebbero interpretare troppo facilmente i dati in una direzione diversa.
Dalla stessa nota emerge che i tassi d'interesse sui finanziamenti erogati a novembre alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono attestati al 2,85% (2,87% a ottobre); quelli relativi alle nuove erogazioni di credito al consumo sono state pari all'8,29% (8,37 di ottobre).
A tale proposito l’Unione Nazionale Consumatori commenta i dati: "finalmente un dato positivo", Massimiliano Dona (segretario nazionale dell’Unione Nazionale consumatori, aggiunge: “Era una vergogna, dopo tutti i soldi prestati dalla Bce e quelli immessi con il Quantitative Easing, che le banche continuassero a tenersi i soldi, invece di farli circolare, come prevede il loro mestiere. Ora speriamo che il trend venga confermato anche nei prossimi mesi. I finanziamenti alle imprese, infatti, sono fondamentali per la ripresa dell'economia". Sempre il presidente dell’associazione Dona ricorda che gli investimenti delle imprese, salvo nel settore dell'auto, non ripartono ancora.

autore / Luca Lippi
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