Condanne acido, Meluzzi: “Magnani come Igor. L'avrei condannato alla stessa pena della Levato"

14 gennaio 2016 ore 13:00, Lucia Bigozzi
“Condanna giusta, ma Martina Levato sembra ben lontana dalla comprensione del reato e dal cammino riabilitativo”. Legge la sentenza da tecnico Alessandro Meluzzi, psischiatra e crimonologo, su uno dei processi più seguiti dall’opinione pubblica. Nella conversazione con Intelligonews, si sofferma anche sulla figura del complice Magnani che definisce una sorta di “Igor, un trasportatore di morte e di dolore”.

Sedici anni a Martina Levato: si può ritenere una condanna giusta?

«Credo di sì in generale. E’ una condanna seria, severa, ammonitiva, che ha un forte significato simbolico anche per la crudeltà dell’evento e per l’impatto sull’opinione pubblica. E’ chiaro che un evento del genere più è pubblico, più ha un impatto di questa natura, più la realtà è pesante. Quando poi avverrà il cumulo delle pene nei vari procedimenti aperti, probabilmente si arriverà a un carico vicino al fine pena mai ma certo, credo che questo reato non possa essere associato al semplice danneggiamento perché si tratta di portare le persone molto vicino alla realtà della morte e anche per l’immagine che si ha di sé»

Martina Levato ha commentato la sentenza tra rabbia e lacrime affermando: “Si sono accaniti su di me”. Secondo lei in questa ragazza c’è e quanto c’è la comprensione di ciò che ha fatto e del reato che ha commesso?

«Sembra che che non sia. Il suo atteggiamento sembra minimizzante, controllante: ci sarebbe una miscela tra aggressività, vittimismo e atteggiamento espiatorio. C'è un cammino molto lungo di riabilitazione psichica rispetto al quale la ragazza è ancora lontanissima, dovrà interiorizzare la realtà dei fatti»

Una condanna così severa può rappresentare uno “strumento” di riabilitazione?

«E’ un cammino che ha bisogno di molto tempo. Non so se la Levato sconterà tutta la pena, cioè i 16 anni, in carcere oppure per buona condotta in seguito diventeranno la metà o si ridurranno, ma certo ci vorrà molto tempo per maturare la realtà dei fatti e poi c’è la complessità della maternità che andrà valutata separatamente e che, probabilmente, influenzerà le decisioni dei giudici»

Che figura è, secondo lei, quella di Magnani condannato a una pena inferiore rispetto alla pena inflitta alla Levato?

«Beh, Magnani è una sorta di Igor, un trasportatore di dolore e di morte. In ogni caso, una figura immensamente negativa dai dati risultanti dagli atti»

Che ruolo ha avuto in questa vicenda, di fatto è stato condannato a una pena inferiore a quella della Levato. Perchè? 

«Se fossi stato un giudice, l’avrei condannato alla stessa pena. Diciamo che è stata riconosciuta l’idea che la Levato fosse il leader assoluto di due subornati. In altre parole, l’idea che vi sia un succube di una persone che governa il gruppo; una sorta di dark lady che manipola e a sua volta viene manipolata, come spesso accade nelle relazioni sado-masochiste»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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