Dopo la valanga sugli studenti, la bufera sul professore: la pista era chiusa?

14 gennaio 2016 ore 15:43, Americo Mascarucci
E’ bufera, e stavolta non in senso meteorologico dopo che una decina di studenti di Lione sono stati travolti da una valanga a Les Deux Alpes nel dipartimento francese dell'Isere. 
Il bilancio è di tre morti, due ragazzi e uno sciatore ucraino, mentre altre tre persone sarebbero in gravissime condizioni. Le vittime sono un ragazzo di 14 anni, una ragazza di 16, e uno sciatore ucraino di 57 anni. I feriti sono tre: due alunni e l'insegnante. 
E proprio su quest’ultimo si starebbero concentrando le indagini degli inquirenti. Sembrerebbe infatti, ma la cosa è tutta da verificare, che il professore dopo aver preso la seggiovia del 'Diable', invece di seguire l'itinerario, avrebbe fatto imboccare agli studenti una pista chiusa e vietata dove le recenti nevicate avevano depositato circa 15 centimetri di neve fresca che al passaggio degli sci si sarebbe staccata, trasformandosi in un'onda gigantesca e micidiale.
L'insegnante secondo le autorità avrebbe violato elementari norme di prudenza ed esposto i ragazzi (tutti minorenni) a un rischio elevatissimo, come dimostrano le conseguenze. Al momento della tragedia, a Les Deux Alpes, il rischio di valanghe era alto, ma nonostante questo il gruppo si sarebbe avventurato su una pista, a 2500 metri di quota, che era chiusa da barriere, transenne e cartelli di divieto di accesso: la valanga, che li ha travolti nel pieno della discesa, era una placca di neve di un centinaio di metri di altezza e 20-30 metri di larghezza. 
Al momento un gruppo di psicologi sta assistendo sia gli studenti superstiti sia i famigliari delle vittime, accorsi da Lione. 
Nella serata di ieri sono continuate le ricerche, con i cani antivalanga, gli elicotteri con le telecamere termiche, gli squadroni di gendarmeria di alta montagna, ma al momento non sono segnalati altri dispersi. 
Perché dunque il professore avrebbe esposto gli alunni ad un rischio così elevato? Imprudenza, sottovalutazione del rischio o che altro? Saranno le indagini a chiarire la dinamica dei fatti ma se veramente l’uomo ha introdotto i ragazzi nella pista nonostante i cartelli di pericolo e le barriere di delimitazione che recintavano l’ingresso, ci si troverebbe di fronte ad un gesto decisamente grave oltre che inaudito. Tre persone sono morte ma se, come sarebbe stato auspicabile, la tragedia non si fosse verificata l’insegnante avrebbe comunque commesso un’infrazione grave quasi dimostrando agli studenti che le regole possono, o peggio debbono, essere trasgredite quasi in nome di un inconcepibile sprezzo del pericolo. 
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