A Quarto "chiude" il M5S. Fico fa l'epitaffio: "Nei fatti non c'è più"

14 gennaio 2016 ore 16:52, intelligo
La partita è chiusa. Almeno, secondo i vertici dei 5Stelle e tra loro Roberto Fico, uno dei cinque del ‘direttorio’. Lo dice chiaro e tondo: “Nei fatti, a Quarto il M5S non c'è più”. Ed è la sua risposta a chi gli chiede se a Quarto, il comune flegreo finito nella tempesta politica e giudiziaria, oltre al sindaco Rosa Capuozzo già espulsa dal Movimento (durissimo il post di Beppe Grillo suo suo blog) fossero stati cacciati anche i consiglieri comunali. Gli stessi che, invece, con la sindaca resistono e non intendono dimettersi, d'altronde manca il reato. Fico spiega: “Non hanno ancora ricevuto la mail ma quel che conta è che di fatto l'amministrazione non è più un'amministrazione Cinque Stelle. Noi abbiamo pensato che la cosa migliore fosse andare tutti insieme alle elezioni. Ed è quel che abbiamo fatto”. Quanto alle accuse che il Pd lancia nel campo dei 5Stelle sul concetto del “non potevano non sapere” (riferito allo stesso Fico e a Luigi Di Maio), circa le pressioni sull’amministrazione comunale, Fico conferma che la “chat degli eletti M5S Campania esiste,è su Whatsapp, ci sono tutti gli eletti e ci ascoltiamo” ma che proprio quella chat non prova in alcun modo che i vertici del Movimento sapessero delle minacce al sindaco Rosa Capuozzo. “Se in quella chat avessero scritto qualcosa allora tutti avrebbero saputo, tutti i parlamentari, tutti i consiglieri regionali e tutti gli eletti in Campania. Mentre non è così, e può confermarlo chiunque”, sottolinea il presidente della Commissione Vigilanza Rai parlando con i giornalisti a Montecitorio. Per Fico “si tratta di una chat organizzativa e informativa che può essere resa pubblica in qualsiasi momento. Questa è un'altra infamia da rispedire al mittente. Chiunque affermi che i M5s sapevano tutto senza avere elementi verrà querelato” avverte il parlamentare dei 5Stelle convinto del fatto che su Quarto “si stia costruendo un castello per diffamare me e Di Maio”. Ma lo scontro con il Pd è aperto, anzi apertissimo: prova ne è la replica del capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato: “Sulla vicenda di Quarto ogni giorno viene fuori una novità. Noi rispettiamo il lavoro della magistratura ma siamo anche preoccupati per le responsabilità che il M5S sta continuano a nascondere. Cinquestelle amministra 17 comuni e - da Gela a Livorno, da Bagaria a Civitavecchia - ne viene fuori una nuova. Il problema non è solo a Quarto ma l'incapacità di amministrare e la compromissione con la criminalità organizzata. Il M5S ha tutto l'interesse a dimostrare di esserne estraneo”.

A Quarto 'chiude' il M5S. Fico fa l'epitaffio: 'Nei fatti non c'è più'
Intanto, secondo quanto scrive il Messaggero, il marito della sindaca di Quarto, risulterebbe indagato per falso e violazione delle norme edilizie nell'inchiesta sul presunto abuso edilizio (condotta parallelamente a quella della Dda sul Comune) che avrebbe rappresentato un elemento di ricatto sulla Capuozzo da parte dell'ex consigliere De Robbio. L'uomo sarebbe indagato per aver alterato, secondo l'ipotesi accusatoria, la data su alcuni documenti allo scopo di ottenere il condono edilizio per opere eseguite nell'abitazione di cui è proprietario. La vicenda è al centro dell’inchiesta portata avanti dal procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso e dal pm Francesca De Renzis, titolari delle indagini sul presunto abuso: un'inchiesta svolta parallelamente a quella principale affidata alla Dda sulle presunte infiltrazioni camorristiche nel Comune di Quarto. Secondo le indagini della Dda, il presunto abuso edilizio avrebbe rappresentato un elemento di ricatto esercitato nei confronti del sindaco da De Robbio allop scopo – sostengono gli inquirenti – di ottenere incarichi e nomine di persone da lui segnalate.

LuBi

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