Defibrillatori per società amatoriali: scatta l'obbligo ma arriva la proroga

14 gennaio 2016 ore 21:21, Andrea Barcariol

Dal 20 gennaio sarà presente su tutti i campi o strutture dove in Italia si svolgono gare non professionistiche o amatoriali. Scade infatti tra 6 giorni il termine per dotarsi di un defibrillatore sulla base del decreto Balduzzi del 2013, che dava 30 mesi di tempo alle circa 110mila società sportive dilettantistiche per dotarsi di queste attrezzature che possono salvare la vita in caso di attacco cardiaco mentre si fa sport. Attualmente sono ancora poche le realtà che sono riuscite a mettersi in regola e garantire ai soci un defibrillatore e un operatore formato, pronto ad agire in caso di emergenza ma, come spesso accade in Italia, il ministero della Salute dovrebbe far scattare una proroga di 6 mesi. Si sta verificando, insomma, quello che in molti temevano. Tra i problemi ancora non risolti le troppe differenze tra Regione e Regione. Basti pensare che la Toscana aveva anticipato a gennaio 2015 il termine per l’acquisto dei

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difficoltà delle società a posticiparlo a ottobre 2016. Alcune Regioni, poi, hanno adottato il criterio di un defibrillatore per ogni società sportiva, altre invece prevedono una dotazione solo per gli impianti sportivi e obbligano le società che li utilizzano a garantire la presenza di operatori formati. Altro tema delicato, riguarda le attività cosiddette a basso impatto cardiocircolatorio. Il decreto Balduzzi esclude dall’obbligo di dotarsi di defibrillatore le associazioni sportive che organizzino quel tipo di attività.

"Siamo dispiaciuti del fatto che debba esserci una proroga — spiega Andrea Scapigliati, anestesista rianimatore vicepresidente di Italian Resuscitation Council (Gruppo Italiano per la Rianimazione, Irc)  —. La legge aveva già concesso 30 mesi e ci sembravano già abbondanti per mettersi in regola".  "Arrivano tantissime richieste da parte delle realtà sportive amatoriali sul territorio, che chiedono di allungare i tempi. La normativa attuale ha alcune lacune non ancora risolte", la replica di Daniela Sbrollini, deputata del Partito democratico e vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera, che ha presentato un emendamento al decreto Milleproroghe "per spostare l’obbligo di dotazione di defibrillatori semi-automatici al 1 luglio 2016, così da consentire al Governo di risolvere le controversie e implementare quanto già previsto dalla legge". L’incidenza della morte cardiaca improvvisa - secondo i dati della Società europea di cardiologia - è compresa tra lo 0,36 e l'1,2 per mille abitanti per anno, ma per gli esperti il dato è sottostimato. A oggi non ci sono sanzioni specifiche per l'inosservanza della normativa Balduzzi, ma in alcuni casi di cronaca di morte per arresto cardiaco in un impianto sportivo, il presidente della società sportiva - in questo caso di professionisti, per i quali l'obbligo è scattato diversi mesi fa - è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo.


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